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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
lug04dom
Di Dulce (del 04/07/2010 @ 16:41:02, in Politica, linkato 231 volte)

UN PO' DI MUSICA ASPETTANDO IL CONSIGLIO DEL 6 LUGLIO....
 
giu11ven
Di Alessio (del 11/06/2010 @ 09:38:02, in Politica, linkato 412 volte)

Credo che in questo momento non ci siano immagini o commenti migliori atti a identificare la pericolosa deriva politica del governo del nostro Paese.
Se possibile continuiamo a ragionare con le nostre teste, dimostrando in ogni modo, lecito e non violento, il nostro dissenso..., finche ciò sarà possibile!

P.S.
Desidero sollevare da qualsiasi responsabilità i gestori di questo blog in quanto non "colpevoli" delle mie affermazioni.
Precisazione più che mai doverosa con i tempi che corrono....
 
apr26lun
Di Alessio (del 26/04/2010 @ 09:22:18, in Politica, linkato 239 volte)
di EUGENIO SCALFARI

http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Scalfari

 NELL'ARTICOLO di domenica scorsa intitolato "Che cosa farà Fini quando sarà grande" avevo cercato di capire quale sarebbe stato lo sbocco politico dello scontro tra Berlusconi e Fini partendo da un presupposto: il presidente del Consiglio non ha alcun interesse alle future sorti del partito da lui fondato, non è su di esso che si basa la sua fortuna politica e il suo potere.
I fatti avvenuti subito dopo, la drammatica e pubblica rottura con il cofondatore, le reazioni della Lega, hanno clamorosamente confermato quel presupposto. Lo stesso Berlusconi ne ha fornito la prova più evidente quando ha ricordato che il Pdl non si chiama "partito della libertà" ma "popolo della libertà".
Il rapporto dunque non è tra lui e un partito ma tra lui e il popolo, un rapporto diretto, senza mediazioni, carismatico e populista.
Quale sia quel popolo è tutto da vedere, ma le sue dimensioni quantitative debbono esser ben presenti: rappresenta (comprendendovi anche le liste collegate nelle ultime elezioni regionali) il 37 per cento dei votanti i quali, a loro volta, sono stati il 65 per cento del totale del corpo elettorale. Compresi in quel 37 per cento anche gli elettori che simpatizzarono per Fini.
Difficile valutarne il numero ma il netto dei berlusconiani doc è comunque al di sotto di un terzo di quelli che hanno messo le schede nell'urna.
Molti osservatori sostengono che la stragrande maggioranza degli italiani non è interessata a questi temi che sanno di muffa e di politichese.
Concordo, ma resta il fatto che il governo è comunque la sede dove vengono decise le questioni che toccano da vicino gli interessi di tutta la nazione, dei ceti sociali che la compongono e dei singoli individui.
Per tutto l'Ottocento il corpo elettorale delle nazioni europee non superava mediamente il 15 per cento della popolazione attiva. In Italia era nettamente al di sotto di quella media: l'elettorato era soltanto maschile, c'era un limite di censo al di sotto del quale si era esclusi dal voto, gli elettori erano per conseguenza nettamente al di sotto del 10 per cento. Un'oligarchia di proprietari fondiari con una spolverata di professionisti e di dirigenti aziendali, che si allargò lentamente fino a comprendere una parte degli impiegati pubblici e di piccoli imprenditori e un primo nucleo di operai specializzati.
Non toglie che quei governi, sorretti da un consenso così ristretto, decidessero della felicità o dell'infelicità dei governanti, in gran parte contadini, braccianti, manovalanza generica.
Bisogna dunque stare attenti quando si batte il tasto di interesse o non interesse degli italiani.
Il concreto individuale fa inevitabilmente parte del concreto collettivo; la politica del governo, sostenuto da una maggioranza parlamentare che vota a comando, incide su quel concreto, lo manipola lo indirizza, ne tiene conto o lo trascura, distribuisce felicità e sacrifici. Se tutto questo non interessa - e spesso accade - si tratta di incultura o di stato di ipnosi.
Non è bene.
* * *
Il fatto più evidente dell'attuale situazione consiste nel disfacimento diventato sempre più rapido in questi ultimi mesi del sentimento di unità nazionale. Mentre si celebra proprio oggi la ricorrenza del 25 aprile 1945, cioè la liberazione dal nazifascismo e l'inizio della democrazia e della storia repubblicana (giugno 1946) e mentre si celebrerà il 5 maggio l'impresa garibaldina, l'imbarco dei Mille a Quarto, il loro sbarco a Calatafimi e poi, in pochi mesi, la battaglia del Volturno, l'incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele e infine la nascita di lì a poco dello Stato italiano; mentre queste ricorrenze incalzano, quello Stato che ha 150 anni di vita, si sta disfacendo sotto i nostri occhi.
Quelle ricorrenze hanno perso ogni significato epico, non suscitano entusiasmi e neppure tenerezza, neppure orgogliosa memoria, neppure condivisione di valori. "Una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor" cantava il Manzoni. Ma dove mai? Siamo mille miglia lontani da quell'unità auspicata dai nostri grandi, mai realizzata nel profondo se non nel fango delle trincee, nei sacrifici dei più deboli, nelle speranze di quanti, malgrado tutto, hanno costruito, hanno prodotto, hanno dato un volto moderno, hanno tentato di estirpare i vizi e seminare le virtù civiche.
Magro è stato il raccolto ma tuttavia sufficiente per continuare a sperare e ad avanzare verso il futuro. Ma ora tutto sembra dissolto. Lo Stato si disfa sotto gli appetiti e la cupidigia; la nazione sta cessando di esistere nell'indifferenza sempre più diffusa. Non c'è un soprassalto collettivo contro ciò che avviene sotto i nostri occhi. L'indignazione è diventata quasi una professione di pochi.
Quando questo avviene, quando l'indignazione resta in appalto a poche voci, il segnale è quello d'una campana a morto mentre ci vorrebbe il suono di campane a martello che battessero da tutti i campanili. Quando il regionalismo arriva al limite di imporre nelle scuole maestri e docenti nati sul territorio e capaci di insegnare il dialetto locale come presupposto alla capacità di insegnare cultura, vuol dire che è in atto la scissione non più silenziosa ma dichiarata orgogliosamente dalla nazione e dallo Stato che la rappresenta.
Carlo Azeglio Ciampi si è dimesso per ragioni d'età dalla presidenza del comitato per le celebrazioni dell'Unità d'Italia.
Conoscendolo io credo alla sua motivazione, ma proprio perché lo conosco da quarant'anni posso testimoniare della sua amarezza per il disfacimento morale e politico che è sotto gli occhi di tutti. Dell'unità nazionale e costituzionale Ciampi è stato uno dei più validi assertori.
Possiamo ben comprendere la sua tristezza e l'amarezza che la pervade.
* * *
C'è chi guarda soltanto all'albero e chi è responsabile della foresta. È normale che un individuo e una famiglia guardino all'albero della propria felicità ed è normale che una classe dirigente si dia carico dei problemi dell'intera foresta, la faccia potare, ne faccia tagliare le piante secche e ne faccia germogliare nuovi arbusti.
Ciò che non è normale è una classe dirigente che guardi anch'essa soltanto ad un suo albero mandando tutto il resto in malora.
Ciò che non è normale è quando il senso civico si trasforma in puro egoismo e localismo e i paesi si cingono di torri e porte e mura merlate e difendono il territorio dalla contaminazione degli altri. Una Chiesa cristiana dovrebbe denunciare chi compie questa strage dell'impegno civico.
La coscienza nazionale dovrebbe denunciarla.
La Lega di Bossi, dopo la vittoria che gli ha consegnato il comando delle Regioni del Nord, sta seguendo questa strada: torri e mura merlate si moltiplicano nei Comuni e nelle Province leghiste; le Regioni incoraggiano e danno senso politico a questo scempio. Da Palazzo Grazioli Berlusconi acconsente e chiede contropartite.
Alla Lega ha concesso il Piemonte ed il Veneto, i suoi ministri, la Gelmini in testa, forniscono i necessari supporti legislativi; il federalismo fiscale, per ora rimasto scatola vuota, dovrà essere una priorità nelle prossime settimane. In cambio Berlusconi chiede analoga priorità per la legge sulle intercettazioni, per il lodo Alfano, per il processo breve se la Corte costituzionale boccerà la legge sul legittimo impedimento, e sulla riforma della Giustizia così come l'ha pensata e redatta il suo avvocato Ghedini.
Questo è lo scambio.
Dopo la rottura con Fini, che proprio su questi punti ha attaccato la politica del governo, Bossi ha minacciato le elezioni anticipate, poi ha tirato indietro la mano se i decreti attuativi del federalismo saranno approvati con precedenza assoluta.
Il monito ha Fini come destinatario: attento, se vorrai metterci del tuo nei decreti sul federalismo, se incepperai il meccanismo da noi pensato e voluto, andremo alle elezioni e addio Fini e finiani.
Così funziona la diarchia tra Bossi e Berlusconi. L'albero cui guardano è il medesimo: il loro potere e l'incrocio degli interessi, io guardo le spalle a te e tu le guardi a me.
Fini deve essere distrutto, la sinistra è irrilevante, Napolitano dovrà rassegnarsi e avrà il nostro rispetto e perfino le nostri lodi fino a quando sgombrerà il Quirinale.
* * *
Può funzionare questo sistema?
Esso si basa sull'irrilevanza del centrosinistra, sulla rassegnazione del Presidente della Repubblica e sull'indifferenza passiva dell'opinione pubblica democratica.
Ebbene, pur con tutto il pessimismo che mi rattrista io non credo che questi tre presupposti ipotizzati dal tandem Berlusconi-Bossi corrispondano alla realtà. Bersani proprio ieri ha lanciato un appello a tutte le forze d'opposizione includendovi anche Fini, affinché stringano tra loro un patto in difesa della Costituzione repubblicana di fronte alla deriva che si sta verificando.
È un passo avanti nella giusta direzione, ma contemporaneamente il segretario del Pd dovrebbe indicare alcuni punti concreti che possano costituire il nerbo di un nuovo futuro governo.
L'alternativa non è soltanto un problema di schieramento ma è soprattutto un problema di contenuti. In questo caso i contenuti riguardano soprattutto i temi dell'occupazione, della crescita, del fisco.
Ho letto con molto interesse la proposta di Carlo De Benedetti (sul "Foglio" di giovedì scorso) sulla riduzione delle imposte sul reddito dei lavoratori, sul cuneo fiscale e sulla tassazione "delle cose" (immobili, cespiti patrimoniali), il fatto che sia l'editore di questo giornale non mi impedisce di dire che mi sembrano proposte valide che un governo di centrosinistra dovrebbe far proprie.
Quanto al presidente Napolitano, puntare sulla sua "amichevole neutralità" come fanno Berlusconi e Bossi sarà una delusione per loro. Napolitano farà ciò che gli compete senza guardare a chi giovi o chi danneggi. Lo abbiamo sentito ieri alla Scala e lo sentiremo il 5 maggio dallo scoglio di Quarto. Nel discorso alla Scala ha incoraggiato le riforme e in particolare il federalismo, purché condivise e nel quadro dell'unità nazionale.
Ha avuto gli applausi di Calderoli e Berlusconi. Buon segno ma di scarso significato poiché le riforme, a cominciare dal federalismo, sono finora scatole vuote e la condivisione dovrà misurarsi con i contenuti di merito.
Napolitano dal canto suo firmerà le leggi se può firmarle. Le respingerà se non saranno conformi secondo quanto gli compete di accertare.
Non farà sconti.
E se Bossi e Berlusconi pensano che sia facile ottenere dal Capo dello Stato lo scioglimento anticipato delle Camere, stiano certi che il percorso non sarà affatto facile e se ci sarà una maggioranza parlamentare per formare un nuovo governo, Napolitano adempirà rigorosamente al dovere di accertarne e convalidarne l'esistenza.
Quanto all'indifferenza della pubblica opinione democratica, quest'ipotesi riguarda direttamente noi e quanti come noi e ciascuno con le sue modalità considerano con preoccupazione il disfacimento del paese e la deriva che ne risulta. Si tratta di un'ipotesi senza fondamento. I nostri lettori ci confortano a proseguire questa battaglia di democrazia e di libertà. È ciò che abbiamo sempre fatto e sempre faremo.
(25 aprile 2010)
 
mar28dom
Di Dulce (del 28/03/2010 @ 13:45:35, in Politica, linkato 491 volte)

UNA SANA PASSEGGIATA PER VEDERE  I RISULTATI SOTTO L'ALA DEL MUNICIPIO GIOVA SICURO ALLA SALUTE MA DAL MOMENTO CHE PIOVE POTETE LEGGERLI QUI SOTTO

Ministero dell'Interno

la divisione dei voti per partito a Piasco

http://regionali2010.interno.it/regio100328/R010271660.htm

le preferenze a Piasco

http://regionali2010.interno.it/regio100328/prefY010271660.htm#00652

Regione Piemonte

http://www.consiglioregionale.piemonte.it/elezioni2010/online/

Provincia di Cuneo

http://www.prefettura.it/cuneo/index.php?f=Elezioni&s=risultati.php&tipo=&nodo=332453812&id_sito=1180&tornata=2010-03-28&id_tornata=5&url=aHR0cDovL3NhbGFzdGFtcGEuaW50ZXJuby5pdC92b3RhbnRpL3ZvdGFudGkxMDAzMjgvUnZvdGFudGkwMjcuaHRt

 

 
mar25gio
Di Dulce (del 25/03/2010 @ 15:55:52, in Politica, linkato 303 volte)

Dopo montagne di lettere, santini,depliant,vademecum che hanno intasato in questi giorni la nostra posta ci mancavano ancora le palle. Forse i nostri politici pensano davvero di aver a che fare con ingenui pronti a votarli in cambio di un pallone o buono pizza o scatola di pasta?

Caro candidato potevi davvero investire questi soldi della campagna elettorale in qualcosa di utile alla Scuola come:risme di carta per la fotocopiatrice, gessi, cartuccie per stampanti,carta igenica,detergenti per i pavimenti che scarseggiano come conseguenza dei tagli.

I nostri ragazzi hanno il diritto ad una scuola più dignitosa ricordatene se sarai eletto!


PRESA DIRETTA   LA SCUOLA TAGLIATA

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-440acb84-1a2c-47a7-a803-91e5c912b153.html?p=0

 


 
mar18gio
Di Alessio (del 18/03/2010 @ 15:10:24, in Politica, linkato 405 volte)
Dopo l’ U.D.C., la LEGA NORD e il MOVIMENTO 5 STELLE, a Piasco sarà data la parola anche ai candidati della lista “INSIEME PER BRESSO”che appoggia la candidata Presidente Mercedes Bresso.

Mercoledì, 24 marzo, presso la Sala Polivalente dott. F. Serra, alle ore 21
; Michele Fino e Federico Borgna ci illustreranno alcuni passaggi del loro programma.
E’ ancora in forse la partecipazione o meno alla serata di un’esponente del P.D. attualmente in Consiglio o candidato nella lista capofila.

Io credo che al di là di qualsiasi possa essere lo schieramento politico in cui meglio ci riconosciamo, l’informazione e il confronto non debbano mai mancare.
In questo sono sicuro che Piasco, e tutti coloro che hanno lavorato per un informazione plurima, si siano ancora una volta elevati al di sopra della media.
Il risultato, che personalmente credo si debba raggiungere, è quello di smuovere le coscienze assopite e portate al disinteresse di una politica corrotta, sporca e chi più ne più ne metta.
Da più parti sento commenti allarmanti di amici che vorrebbero astenersi dal voto, io dico però che se rinunciamo ancora a questo Diritto, veramente ci lasceremo governare dalla parte peggiore dei politici, tutto ciò poi senza aver diritto di replica!

Mercoledì prossimo ci sarà ancora la possibilità di sentire una delle parti in gioco, poi… il 28 e 29 marzo, ognuno e ribadisco ognuno nella cabina elettorale voterà secondo la propria coscienza.
L’astensione è la peggior forma di disinteresse, non lasciamoci abbattere qualunque siano le nostre posizioni, manteniamo alta l’attenzione anche e soprattutto dopo il voto!
 
mar13sab
Di beppe.olivero (del 13/03/2010 @ 16:57:03, in Politica, linkato 402 volte)


Ora che li abbiamo incontrati e sappiamo chi sono quelli del Movimento a 5 Stelle la prima impressione,almeno per i candidati della lista provinciale, è che
ci troviamo di fronte a persone normali che in politica possono sembrare “dilettanti allo sbaraglio”, tanto sono lontani dallo stereotipo dell'uomo politico italiano stile “So tutto Io” degli ultimi decenni.
 
La percezione, all'inizio, disorienta un po' tanto siamo abituati alla (finta) democrazia delegativa che in Italia ci ha portato alla situazione di oggi. I “professionisti” della politica è vero, in campagna elettorale, sanno fare ben di più. Tutti slogan e certezze rassicurano le “pecorelle smarrite” con i loro programmi fatti sempre di più: più lavoro, più salute, più educazione, ecc.ecc. In campagna elettorale, sembra quasi una parola d'ordine tra i politici di mestiere, guai ad essere pessimisti oppure semplicemente realisti.
Peccato che, appena superato lo scoglio dell'urna, tutti o quasi tutti si dimenticano delle promesse fatte. I contatti con gli elettori diventano sporadici o superflui.
La “delega” a governare li fa chiudere nei palazzi, sordi alle istanze della gente specie quando queste si vanno a scontrare con gli interessi delle “famiglie potenti” che si sono impossessate di tutti (o quasi) i partiti.

L'alternativa di Davide Bono e di Piemonte 5 stelle richiede innanzitutto uno sforzo culturale. Occorre passare da un modello di democrazia delegativa ad uno di democrazia partecipativa dove ognuno, nella propria sfera di competenze ed interessi, si occupa o meglio si preoccupa di migliorare il mondo intorno a se.

Non esistono alternative se vogliamo costruire un futuro migliore.
Il modello lo abbiamo già sperimentato a Piasco, negli ultimi anni, in campo ambientale o in quello sportivo-ricreativo. Associazioni e gruppi di cittadini, collaborando con l'assessore o l'amministratore di riferimento, hanno fatto fare dei passi avanti alla nostra comunità.
La filosofia politica alla base del Movimento a 5 stelle ora la conosciamo. In due parole l'ha riassunta Fabrizio Ghirardi di Alba quando ha fatto cenno all'ideologia della Decrescita Felice di Maurizio Pallante.

Il sito dedicato la riassume così: La decrescita è la consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio. In quest'ottica, capite bene, che la contrapposizione politica con gli schieramenti dominanti (ma anche, purtroppo, con la cultura) è fortissima.

Un esempio? Il problema energia.
La ricetta degli schieramenti politici dominanti è pressoché uguale. Puntare sulle biomasse (Bresso) oppure sul nucleare (Cota) per produrre più energia in modo alternativo alle fonti fossili. Gli effetti collaterali, naturalmente, sono minimizzati o nascosti in ossequio al grande business che si va a creare. Bono ed il Movimento di Beppe Grillo propongono invece il risparmio energetico, la riqualificazione energetica degli edifici, l'autoproduzione di energia con il sole, l'acqua , il vento sicuramente anche con le biomasse a patto che sia fatto in modo sensato e sostenibile.

Utopie? Forse, peccato che sia già un modello sperimentato con successo da anni in Germania ed Austria. Gli effetti collaterali: una ricaduta in termini di occupazione onesta e dignitosa incredibile in questi tempi di crisi ed un grosso passo avanti nella battaglia per un ambiente più pulito e sano in cui vivere Mi fermo qui augurandomi che altri proseguano ed integrino il discorso sul nostro blog.

Concludo, invece, riportando una lettera pubblicata sul Corriere di Saluzzo che riassume in modo esemplare il dubbio riscontrato in tanti cittadini sull'opportunità di dare il proprio voto ad uno schieramento che, se va bene, arriverà a percentuali ad una cifra eleggendo pochi candidati, virus della democrazia partecipativa, nel Consiglio Regionale.

I furbetti del "voto utile" La correttezza dell’informazione non è propriamente uno dei punti di forza della democrazia italiana. Ma sotto le elezioni, da qualche tempo a questa parte, tutti diventano dei signori, nella premura di garantire a TUTTI i candidati lo stesso spazio a disposizione. A TUTTI?
Beh, no, forse non proprio a tutti... diciamo ai rappresentanti dei due più grandi partiti, dei due osannati Monoliti della politica italiana, e alle rispettive coalizioni.
La cosiddetta “par condicio” è dovuta a loro, che, grazie agli enormi poteri economici che rappresentano e li sponsorizzano (notoriamente legati anche giornali e televisioni), monopolizzano il mercato e detengono il primato delle preferenze. Poi, ci sono anche altre liste, certo, ma... lasciate perdere, ci dicono neanche troppo tra le righe i mezzi d’informazione: votate i Monoliti, tanto vincerà uno di loro.
E i Monoliti godono. Da anni, da decenni (anche se sono nati dopo, hanno ereditato solide ceneri dai loro predecessori) fondano il loro consenso proprio sul “voto utile”, sulla finta democraticità delle campagne elettorali, dove di fatto può vincere solo chi detiene già un’ampia fetta di potere, perché degli altri non si parlerà praticamente nulla.
E i due Colossi, pur cantandosele sonoramente in campagna elettorale per mettere in mostra le differenze, diventano di fatto sempre più simili, in modo che sia sempre garantita una continuità al sistema italiano, con tutti i suoi annessi e connessi che tutti ormai dovremmo conoscere. Insomma, alle elezioni, di fatto, “possiamo cambiar tutto, a patto che si lasci tutto come era”. A meno che... a meno che i cittadini Italiani non comincino, uno dopo l’altro, a guardarsi intorno, valutando TUTTI i programmi, visionando TUTTI i candidati, e non solo quelli che si riferiscono ai Monoliti.
E inizino, sempre in maggior numero, ad assumersi la fatica e la responsabilità di informarsi personalmente, e non solo tramite i Grandi Giornali e le Grandi Televisioni. Perché quella del “voto utile” è una grandissima stupidaggine, che può esistere solo in grazia di un sistema d’informazione malato e dell’assuefazione degli elettori. Che devono rivendicare, proprio attraverso il voto, la loro vera libertà, che è quella non di scegliere quello che si ritiene “il male minore”, ma la lista che veramente, fra tutte, li rappresenta meglio. Una libertà che, se si vogliono veramente cambiare le cose, deve avere il coraggio di rischiare.
Giorgio Perino
 
mar08lun
Di beppe.olivero (del 08/03/2010 @ 21:38:35, in Politica, linkato 719 volte)

 

Sono passati più di tre mesi dal mio ultimo contributo al nostro blog ed è venuta l'ora di aggiornare il discorso iniziato con “qualcosa a cui pensare”, dedicato a tutti coloro che, come il sottoscritto, non ne possono più del degrado politico e sociale di questi ultimi vent'anni. Da novembre ai giorni nostri il panorama generale non mi sembra sia migliorato, anzi. Qualcosa di nuovo, però, per le prossime elezioni regionali sembra stia nascendo e con un gruppo di amici.... che in questi ultimi tempi si stanno battendo per difendere il nostro paese da una centrale a biomassa costruita con il solo scopo di “far cassa”, abbiamo deciso di dargli la possibilità di presentarsi e farsi conoscere. Il Movimento Piemonte a Cinque Stelle le 13000 firme necessarie (alla fine hanno abbondato per sicurezza raccogliendone più di 17000) per presentarsi alle prossime amministrative del Piemonte le hanno raccolte ad una ad una trascorrendo decine di giornate al freddo sotto i portici delle città oppure in piazze innevate. Con i tempi che corrono e con gli esempi poco edificanti che abbiamo visto in questi giorni mi sembra sia già questo un buon biglietto da visita. Venerdì 12 marzo è in programma una serata per conoscere più da vicino questo nuovo nuovo soggetto politico che corre da solo in alternativa ad entrambi gli schieramenti politici oggi dominanti. La Sala Polivalente alle ore 21.00, ospiterà un incontro pubblico con il candidato presidente Davide Bono e gran parte della lista provinciale di Piemonte a 5stelle A Piasco, alla fine dell'anno scorso, si è formato un Comitato di Cittadini contro la centrale a biomasse di Rossana che ha ottenuto l'appoggio di 1200 cittadini di Piasco e della Valle Varaita. Nel programma elettorale del Movimento a 5 stelle si fa riferimento in modo diretto alle cause che portano sempre più spesso migliaia di cittadini, a Piasco come a Scarnafigi, Santena, Canale d'Alba, Millesimo o in centinaia di altre località ad unirsi per contrastare la realizzazione di opere che finiscono sempre per produrre grossi profitti per pochi ai danni di molti. ”Un sistema politico ed economico che ha prodotto e produce ogni giorno tutti questi problemi non li può risolvere”, dicono spesso quelli del Movimento a 5 stelle. Come fare allora? Esistono e quali sono le alternative? Ecco alcuni motivi per cui può essere interessante partecipare alla serata di venerdì sera a Piasco. Naturalmente l'incontro sarà l'occasione per riparlare ed aggiornarci sulla centrale di Molino Varaita, nonché per fare il punto circa la corsa al nucleare ed allo sfruttamento delle biomasse in relazione al reale fabbisogno di energia della Granda. Successivamente i candidati di Piemonte a 5 stelle saranno il 17 marzo a Cuneo (ore 21,00 - Fondazione Delfino - Corso Nizza 2). Il clou sarà il giorno 19 marzo quando Beppe Grillo sarà in Granda per sostenere la candidatura dei candidati provinciali, Fabrizio Biolè, Mauro Campo, Fabrizio Ghirardi e Manuele Isoardi; gli appuntamenti confermati al momento sono due: nel tardo pomeriggio a Cuneo (ore 17,30 - Largo Audifreddi) ed in serata ad Alba (ore 21,00 - Piazza Savona).  Variazioni o aggiunte al programma si possono apprendere consultando il sito

www.piemonte5stelle.it (sezione calendario) o su

facebook cercando MoVimentiamoci Cuneo (sezione eventi).

 

 

 

 

Davide Bono

Candidato presidente della Regione

29 anni – Torino – medico – attivo negli “amici di Beppe Grillo” di Torino, nel comitato acqua pubblica Torino, nel circolo della decrescita felice, nel comitato non grattiamo il cielo di Torino. Fondatore del comitato Rifiuti Zero Torino – perseguo stili di vita coerenti al nuovo paradigma della sostenibilità felice, conscio che ogni nostra azione ha un impatto politico, economico, ambientale e sociale. La rete è la nuova democrazia

Provincia: Torino

Presentazione completa

Il programma del nostro movimento nasce da una traccia nazionale per venire poi declinato da ogni lista civica e dai cittadini della regione, in base alle proprie esigenze. Vogliamo sviluppare il nostro programma per il Piemonte con la partecipazione diretta dei cittadini: vi invitiamo dunque a discutere nel nostro blog, commentando gli articoli che verranno via via pubblicati sui vari argomenti. In questa sezione raccoglieremo poi i risultati della discussione.
Candidati nella provincia di Cuneo
Fabrizio Biolé
32 anni – Cuneo – impiegato – lavoro nel settore librario – ho partecipato ai due V-day e all’organizzazione di serate sull’informazione, l’inquinamento ambientale e i problemi della giustizia italiana – sono consigliere comunale presso il comune di Gaiola per il quale mi sono occupato del problema dei rifiuti – sono membro del tavolo delle Associazioni del Cuneese e Ass. Organizer del Meetup 607 di Cuneo
Mauro Campo  
41 anni – Cuneo – impiegato – sposato – laureato in ingegneria nucleare, ho lavorato nell’automazione industriale, ai primi internet Service Provider piemontesi, alle nuove tecnologie ICT e all’innovazione tecnologica in agricoltura – appassionato del problema energetico, di fonti rinnovabili e delle tematiche dell’immigrazione e integrazione – sono stato Organizer del primo Meetup di Cuneo
Fabrizio Ghirardi  
 
47 anni – Alba – imprenditore – sposato – laurea in lingue – lavoro nella comunicazione per il turismo e ho lavorato nel settore delle energie rinnovabili – Organizer del Meetup di Alba, collaboro dal 2007 alle iniziative dei “grillini” in provincia di Cuneo – promuovo scelte di vita rispettose per l’ambiente – l’amministrazione pubblica può fare moltissimo se assume decisioni per il vero benessere della collettività  
Manuele Isoardi  
37 anni – Cuneo – operaio metalmeccanico – diploma universitario in amministrazione aziendale – celibe – iscritto al Meetup di Cuneo – sono interessato alla gestione dei rifiuti ed a promuovere lo sviluppo sostenibile, la diffusione della rete e delle energie rinnovabili – mi metto in gioco per cambiare dal basso quest’Italia che non ci rappresenta più
 
 

 

 

 
feb10mer
Di Alessio (del 10/02/2010 @ 10:01:50, in Politica, linkato 553 volte)
Mi fa piacere riportare qui di seguito la lettera con la quale il Consigliere del Presidente della Repubblica per la Stampa e la Comunicazione, Pasquale Cascella, ha risposto alla mia comunicazione riguardo l’iniziativa comune della Società Operaia e del Comitato “La Boulè” riguardante le serate di approfondimento sugli articoli della nostra Carta Costituzionale.
Mi fa un po’sorridere leggere: “Egregio dottor Rosso”,quando il mio livello di scolarizzazione si è fermato (dico ora, purtroppo!!) alla terza media!
Quando ho comunicato l'iniziativa tramite e-mail sul sito della Presidenza della Repubblica non mi sono certo qualificato, se non come vicepresidente della locale Società Operaia, resta il fatto che la cosa mi provoca un certo “vanitoso” piacere che voglio estendere a tutta la Comunità.
Sono fermamente convinto che questo riconoscimento debba andare, non solo a coloro che hanno contribuito all’organizzazione, ma anche a chi ha partecipato agli incontri e a tutte le persone della nostra Comunità che si riconoscono nei diritti, doveri e ordinamenti enunciati nella Costituzione della Repubblica Italiana.
Questo documento, sarà custodito nell’archivio della Società Operaia, a futura memoria di un paese, Piasco, che ha creduto e crede di far parte di qualcosa più grande: lo Stato italiano.

P.S. Scusate il tono dottorale, ma tanto è che….


 
gen07gio
Di Alessio (del 07/01/2010 @ 10:47:18, in Politica, linkato 1323 volte)
Il Consiglio del 28/12/09 si è aperto con un aggiornamento sulla “questione” centrale a biomasse di Molino Varaita – Rossana, su richiesta, non ricordo bene se del consigliere Bergiotti o Fina.
Il Sindaco risponde che, in seguito a varie insistenze, la Provincia comunica tramite un funzionario del settore con un atto ufficiale, secondo il quale la richiesta di annullamento dell’ultima conferenza dei servizi non si potrebbe accogliere in quanto, da verifica degli atti risulta un iter del tutto conforme alle norme vigenti (non poteva essere diversamente).

Alla richiesta chiaramente esplicita (sempre della minoranza) di quale sia la posizione dell’Amministrazione comunale (maggioranza) nel caso si scegliesse di far ricorso al T.A.R., il Sindaco “svicola” dichiarando che eventuali scelte saranno da valutare con molta attenzione, che al momento le casse del Comune non permettono impegni di spesa extra.
Interviene l’assessore Pittavano che sollecitato sull’appoggio dei comuni confinanti confessa un generale calo d’interesse sulla questione.

Essendo presente, Rudella, stesore Piano Regolatore Generale del nostro Comune; si passa con votazione unanime all’esame di proposta di varianti al P.R.G. al punto 9 del o.d.g.
Esce dall’aula il consigliere Rinaudo Francesco, a causa di possibili interessi privati nella discussione.
Veranno esaminati di seguito 8 o 9 punti che formano un pacchetto riguardante “varianti parziali” al P.R.G.. In prima battuta il pacchetto e presentato in blocco anche se esaminato punto per punto.
Purtroppo non ho competenza per esprimermi professionalmente su quanto segue, perciò faro riferimento agli appunti che ho preso, riservandomi di commentare come mi detta la coscienza.
Mi piace anticipare che il Rudella, dopo aver illustrato ogni punto (con voce resa fievole a causa di un comune male di stagione), si premurava di assicurare che si tratta di varianti che in nessun caso avrebbero variato gli indirizzi dati dal P.R.G. in vigore (mi permetto di avere qualche dubbio).

1) Viene proposta una variante ad un P.E.C. (Piano Esecutivo Convenzionato) in zona Via Monviso – frazione S. Antonio; proprietario e impresario edile R.F. consigliere di maggioranza.
Si chiede di eliminare una strada prevista nel P.E.C. che a detta del Sindaco va solo a finire nei prati.
A mio avviso si tratta di un mero atto di clientelismo mal mascherato.
La precedente Amministrazione aveva più volte rifiutato di proporre al Consiglio questa variante, se prima c’era un motivo per non procedere, come mai adesso si può fare?
Meno strade, più aree edificabili.
Che non cambi la volumetria, come si è affrettato a ribadire il Rudella non significa che non aumenti la densità edificabile, alla buona faccia del P.R.G. che dovrebbe prevedere lo sviluppo urbano di un Comune in modo omogeneo e in una logica volta al futuro come ha chiarito il consigliere Iveta.
Purtroppo siamo uomini e deboli perciò è più comodo favorire l’impresario di turno che essere lungimiranti.
Di questo però non mi scandalizzo più perché ogni Sindaco, Giunta o maggioranza che dir si voglia ha le sue simpatie in campo edilizio, quindi cambiando governo variano i privilegiati, in questo (purtroppo) c’è una logica contorta comunemente accettata.
In futuro altri membri della maggioranza attuale potranno avere le stesse agevolazioni? Staremo a vedere.

2) Per i P.E.C. viene proposta la possibilità di iniziare i lavori anche in una sola frazione dello stesso.
Fino ad ora, tutti i proprietari di un unico P.E.C. erano vincolati ad iniziare i lavori collegialmente.
Se passerà la proposta, ognuno viaggerà per conto suo, tenuto solo a presentare al Sindaco un “Piano di Coordinamento in cui si impegna a fornire i servizi e a completare le aree di pertinenza competenti.
Personalmente credo che questa scelta creerà gran confusione a scapito del Comune che dovrà intervenire a completamento dei suddetti servizi e pertinenze, perché penso che nessun privato si accollerà anche le spese che dovrebbe sostenere il vicino (che in quel momento non è pronto a partire).
La proposta viene motivata dal momento contingente di crisi generale e conseguentemente edilizia, senza tener conto che a Piasco non esiste un netto confine fra aree residenziali, artigianali o industriali; seguendo questa strada, si continua a perseverare nella mancanza di pianificazione ereditata da Amministrazioni precedenti certo, ma chi ha impostato una campagna elettorale sulla sicurezza (stradale e non) e decoro urbano, dovrebbe essere più attento.
Su questa proposta il consigliere Barberis si auspica che ogni P.E.C. venga esaminato singolarmente e non diventi condizione generale, non posso che concordare.
Altri punti riguardanti la variante:
- Abbattimento dell’osteria della Munatera, proprietà Tranchero
- Recupero edifici rurali, accorpamento volumi esistenti. (?)
- Correzione perimetro centro storico per maggiore possibilità superamento barriere architettoniche. (?)
- Agevolazioni (forse non è il temine più corretto) su intervento edificio in via Roma, ex casa Fina. Proprietario F.R. consigliere.

Su questi ultimi punti non posso esprimermi essendo le mie conoscenze molto limitate, ma per chi fosse interessato ci sono pur sempre gli uffici comunali competenti.
 
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10/09/2010 @ 10.07.03
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