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Di Mirko Sil (del 04/09/2008 @ 22:24:41 in Eventi, linkato 2596 volte)
NUOVA A.D.A.S. associazione donatori autonomi del sangue Di Saluzzo e sue Valli Gruppo di Piasco ciao, questo e il testo integrale della lettera che ogni anno spedisco ai 18enni per avvicinarli al mondo della donazione del sangue.. a piasco, il gruppo dei donatori e di circa 200 persone ,che una ,o piu' volte nel arco dell'anno donano il proprio sangue, (colgo l'occasione per ringraziarli tutti)ora ,tocca anche a voi fare la vostra parte ,un atto di solidarieta', di altruismo verso chi e' piu' sfortunato di noi p.s. tuttora si stanno facendo studi per creare il sangue sintetico, ma purtoppo, ogni tentativo e' risultato negativo . a piasco durante l'anno ci sono 3 donazioni nella sala comunale che mi impegno di segnalarvi almeno 10 giorni prima del prelievo...ciao e coraggio a tutti (segnalo un record men il signor Giovanni Margaria di S.ANTONIO con + di 150 donazioni)non necessita di ulteriori commenti.... Il tuo sangue può salvare veramente una vita!!!!!!!!! Carissimo amico, sono sicuro che non ti offenderai se mi sono permesso ti spedirti questa lettera e spero che dedicherai 2 minuti per leggerla. Credo , che avrai già sentito parlare del dono del sangue e che forse dentro di te, un pensiero al riguardo l’avrai anche fatto , ma poi ,un po’ per pigrizia ,per timore o forse per……….indifferenza tutto è finito cosi’!!! Ebbene…c’è ancora tempo per ripensarci e per donare; metti la mano sul tuo cuore,sentirai un battito, lo stesso che il tuo sangue potrebbe donare ad una persona malata….. Domenica, 07 SETTEMBRE , vieni anche tu (i tuoi famigliari o amici compresi) nella sala comunale di Piasco per la donazione alla banca del sangue di Torino , troverai tanti altri donatori che prima di te hanno scelto come forma di volontariato il dono del sangue.Se non sei ancora convinto o preferisci donare a Saluzzo sotto c’è il mio numero di telefono cosi’a voce posso essere piu’ preciso su tutto quello che non ti è ancora chiaro……….. Perchè donare? Il sangue, elemento di vita, non si può fabbricare. E’ indispensabile per gli interventi chirurgici, in genere, ed interventi di elezione come quelli cardiochirurgici e per il trapianto di organi nonché di malattie quali leucemia talassemia etc. Donare il sangue è il più bel gesto che un uomo possa fare ad un altro uomo, è una partecipazione alla sofferenza altrui, esprime solidarietà disinteressata e un’opera di dedizione amichevole. Oggi servono 40.000 unità di sangue intero per ogni milione di abitante, quindi in totale sono necessarie circa 2.300.000 unita di sangue intero e 1.770.000 litri di plasma l’anno perché il nostro paese abbia quanto occorre. Se ogni persona in grado di donarlo contribuisse anche con una minima quantità di sangue in un anno, tutti i problemi sarebbero risolti. IL beneficio I controlli sui donatori sono molto accurati, al fine di evitare prelievi a persone che non sono nelle migliori condizioni fisiche. La quantità di sangue che viene prelevata , viene ricostituita in pochi giorni dall’organismo. Inoltre,diventare un donatore periodico - cioè sottoporsi al prelievo almeno un paio di volte all’anno - offre molti vantaggi, perchè il donatore e il suo sangue vengono frequentemente controllati, offrendo l’opportunità di cogliere molte malattie al loro sorgere. Aumentare il numero dei donatori periodici è l’unico sistema per evitare la speculazione o il rischio di contagio. Chi può donare il sangue? Ogni individuo sano di età compresa fra i 18 ed i 65 anni, di peso corporeo non inferiore ai 50 kg. Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge: la temperatura corporea, la pressione arteriosa , la frequenza cardiaca e l’emoglobina. Dove si può donare? Presso il centro di raccolta fisso dell’Ospedale Civile di Saluzzo*. Presso il centro Trasfusionale dell’ospedale di Savigliano**. Presso i centri mobili della Banca del Sangue e del Plasma della città di Torino. IL Sangue: com’è fatto e a che serve Il sangue è un liquido che rappresenta il 7% del nostro corpo. E’ responsabile delle più importanti funzioni vitali. Si compone di una parte liquida, il plasma, e di minuscoli corpi invisibili ad occhio nudo,ma numerosissimi e attivissimi ed instancabili nel purificare e difendere il corpo umano: si tratta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine.Il sangue in base a particolari sostanze presenti nei globuli rossi si differenzia in quattro tipi fondamentali: gruppo A gruppo B ,gruppo AB e gruppo O . Conoscere il proprio gruppo sanguigno è molto importante. Riassumendo: i globuli rossi ossigenano l’organismo, i bianchi ci difendono dalle infezioni e le piastrine sono essenziali per la coagulazione.Insomma il sangue testimonia lo stato di salute del nostro corpo e ci è indispensabile per vivere. *con decorrenza dal mese di gennaio i prelievi festivi saranno effettuati nella seconda domenica nei mesi dispari dalle ore 8.00 alle ore 10.00. Durante la settimana il LUNEDI’ – MERCOLEDI’ – VENERDI’ dalle ore 8.00 alle ore 10.00. **prelievi domenicali effettuati nella seconda domenica di ogni mese dalle ore 8.00 alle ore 10.00. Durante la settimana TUTTI I GIORNI dalle ore 8.00 alle ore 10.00. Per informazioni rivolgersi a SILVESTRO Mirko Cellulare n° 0175797062 n.3478276568 silmirk@alice.it
 
Di beppe.olivero (del 12/10/2010 @ 22:21:47 in Politica, linkato 2991 volte)
Sono passati più di 15 giorni oramai da quella fantastica due giorni di musica ed attivismo qual'è stato il Woodstock 5 stelle di Cesena.

Chi vi scrive queste righe era là, in camper con moglie e figli, curioso di partecipare all'evento ma, soprattutto,di incontrare dal vivo la gente del M5Stelle per vedere di che pasta è fatta, quali sono i sentimenti, i valori che la tengono insieme e la spingono ad impegnarsi contro corrente socialmente e politicamente nell'Italia di oggi. Al termine di 48ore intensissime, confrontandomi con Paola ed i bimbi, devo dire in tutta sincerità che lo spettacolo più grande non è stata l'ottima musica e neanche i tanti interventi interessanti ma incontrare un'altra Italia ed un'altra umanità rispetto a quella descritta quotidianamente da giornali e televisioni. Potrei fare diversi esempi e citare decine di casi. L'ha fatto, sicuramente meglio di me, Roberta Covelli una diciottenne che mi restituisce speranza per il futuro dell'Italia, cosi come ognuna delle centomila persone che erano là a Cesena. Alle parole di Roberta aggiungo solo un invito personale. Chi è curioso di saperne di più su questo Movimento che sta crescendo in tutta Italia abbia la pazienza di farsene un'idea dal Web o dalle testimonianze dirette è non dalle cronache “ufficiali” dei mass media imperanti. Quello che propone il M5 stelle (nato il 4 ottobre 2009 giorno di San Francesco perché Lui, ha detto Grillo a Cesena, era il pazzo di Dio e noi vogliamo diventare i pazzi della democrazia) è il contrario esatto dell'antipolitica con cui viene spesso etichettato frettolosamente dai giornali del potere. Il guaio per la casta che ci governa ormai da decenni è che esso propone soluzioni ai problemi del nostro tempo con l'obiettivo di perseguire l'interesse generale di tutti e non quello particolare dei “soliti” noti. Qualche esempio concreto?
 Guardate qua. http://www.corriereinformazione.it/201009283862/politica/politica/decine-di-migliaia-per-woodstock-5-stelle-cronaca-di-un-evento-tra-un-max-gazze-e-un-fabri-fibra-collegamenti-video-con-esperti-di-economia-ambiente-e-innovazione.html


 

Io ci credo (Roberta Covelli dal blog del Fatto Quotidiano)



 Ognuno è responsabile, ognuno ha diritti, ognuno ha doveri. Ed è questo che si è notato sabato e domenica a Cesena, a Woodstock. Scrivo di questo argomento con qualche giorno di ritardo rispetto a quando avrei voluto, perché, nostro malgrado, siamo abituati a dare la precedenza alle notizie negative e lasciar passare in secondo piano quelle positive. Scrivo, anche se in ritardo, perché le belle notizie possono passare in secondo piano, ma non devono passare inosservate. La due giorni di musica e futuro organizzata dal MoVimento 5 Stelle è stata entusiasmante. Mi sarei aspettata, a dir la verità, di ricordare e raccontare dei gruppi, dei cantanti e degli interventi dal palco. Invece, più di quel che è accaduto sul palco, mi ha piacevolmente colpito quel che succedeva sotto al palco. Più di centomila persone (tante eravamo a dispetto delle previsioni meteo inclementi) su un prato, tra gli stand o tra i camper mi hanno colpito. Non tanto il numero, ma l’atteggiamento di tutte quelle persone dovrebbero far notizia: perché camminando non si calpestavano bottiglie o avanzi di cibo, perché in fila per comprarsi il pranzo nessuno superava furbescamente, perché allo staff sono stati riportati portafogli persi, aperti per il semplice motivo di controllare il documento per cercare i proprietari, perché l’acqua potabile era gratis, perché le stoviglie dei ristorantini erano biodegradabili, perché i cestini per la raccolta differenziata erano dappertutto. Sono piccole cose, semplici attenzioni che evidenziano la differenza sostanziale tra chi sabato e domenica era a Cesena e chi demonizza chi cerca di cambiare concretamente l’Italia. “Ognuno vale uno” ha ribadito ancora una volta Beppe Grillo dal palco. Nessuno è leader, non esiste l’uomo della Provvidenza: certo è difficile; ci vuole responsabilità (già Gaber cantava che l’uomo “nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà”). Non è Grillo il leader: tutti sono responsabili della politica, del futuro, ma anche del presente (e le idee per rendere Woodstock a “rifiuti zero” sono una prova che non si pensa solo al futuro). Quando volete pensare al MoVimento 5 stelle, non pensate a Beppe. Quando dovete definire il MoVimento pensate ai tanti ragazzi che animano i MeetUp, cercatene uno, che conoscete di persona. Chiedetevi se la competenza che dimostra riguardo a economia, energie rinnovabili, ambiente, è paragonabile a quella di tanti dei nostri dipendenti: scoprirete che mentre i nostri politici bisticciano ancora sulle parole (termovalorizzatori, dissociatori…) i ragazzi del MoVimento si informano e propongono innovazioni. Quando penso al MoVimento, io penso a Giulia, ventiquattro anni, che l'altra sera era ad Annozero. Giulia non è brava perché è giovane: Giulia merita perché si interessa, perché agisce, perché non si limita, come molti della mia e della sua generazione, a digitare proclami da una tastiera. Ecco, anche se ad Annozero non le è stato concesso lo spazio che avrebbe meritato, quando penso al MoVimento penso a lei e all’impegno che traspare dalle sue parole e dal suo sguardo e alla competenza che si nota dalle sue idee e dai suoi discorsi. Un impegno che ha contribuito a realizzare quei due giorni memorabili, di speranza e di coraggio. Una competenza che speriamo le farà fare molta strada.
 
Di beppe.olivero (del 04/11/2011 @ 21:36:24 in Ambiente, linkato 3877 volte)
Sabato 29 ottobre 2011 sono stato a Cassinetta di Lugagnano (Mi) dove si è svolta la prima assemblea plenaria del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori. Ero là in rappresentanza del Vas Piasco, insieme ad altri centinaia di rappresentanti di associazioni e comitati locali provenienti da 17 regioni italiane.

L'obiettivo del Forum
che riunisce in un'unica voce tutti i movimenti italiani per la salvaguardia della terra e del paesaggio, è sensibilizzare l’opinione pubblica su uno dei più grandi scempi che sta subendo il nostro Paese, sotto silenzio e da troppo tempo: il consumo del suolo libero e fertile, principalmente a favore di cemento e asfalto.

Il Forum intende mettere in campo almeno tre azioni concrete per fermare il consumo di suoli fertili e lo scempio del paesaggio italiano:
1) Elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare, la cui bozza è stata presentata sabato all’assemblea per la condivisione e discussione.
2) Proporre un censimento in tutti i Comuni degli immobili (abitazioni, capannoni, edifici pubblici, eccetera) vuoti e non utilizzati.
3) Promuovere una campagna di comunicazione e sensibilizzazione a livello nazionale.

L'assemblea si è aperta con l'introduzione di Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, primo comune italiano a “crescita zero”, Carlo Petrini, presidente Slow Food e Giulia Crespi, presidente onorario Fai. Il congresso è proseguito, nella mattinata, con decine di testimonianze (tra cui Igor Staglianò, giornalista inviato di Tg3 Ambiente Italia; Paolo Carsetti, Forum Movimenti Acqua; Pietro Raitano, direttore di Altreconomia; Roberto Ronco, assessore all’ambiente Provincia di Torino; Luigi De Falco, assessore all’urbanistica Comune di Napoli, prima città d'Italia a prendere l'esempio da Cassinetta di Lugagnano adottando un piano regolatore a zero consumo di nuovo territorio.

A tarda mattinata è arrivato pure l'assessore all'Expo di Milano, arch. Stefano Boeri, che ha preso la parola per dire d'esser venuto ad “imparare” dalle associazioni e dagli amministratori locali presenti (tantissimi) un nuovo modello di sviluppo per le nostre città.

Nel pomeriggio i partecipanti si sono impegnati, invece, nei due gruppi di lavoro previsti: il primo verteva sulla proposta di legge di iniziativa popolare, il secondo si è concentrato sull'organizzazione interna e sulla campagna di comunicazione nazionale.

Io ho aderito a questo secondo gruppo dove ho incontrato tanti connazionali, dal nord e dal sud d'Italia, decisi ad invertire la rotta intrapresa dal nostro paese negli ultimi cinquant'anni.
Del resto non c'è più tempo da perdere considerata la velocità con cui, ogni anno, si distruggono per sempre migliaia di ettari (50.000 secondo Lega Ambiente) di terreno fertile.

Noi a Piasco abbiamo già dato abbastanza, in termini di consumo di terreno agricolo. E' sotto gli occhi di tutti, credo, l'espansione incredibile delle aree residenziali ed artigianali.

Dobbiamo dire basta se vogliamo assicurare un futuro alle prossime generazioni piaschesi.
L'esempio di Cassinetta di Lugagnano, tra l'altro, dimostra che tutto questo è possibile e non va contro gli interessi legittimi del comparto edile locale che da lavoro a decine di operatori. Si tratta di elaborare proposte e soluzioni che rendano decisamente più conveniente ed opportuno la riqualificazione, conversione e ristrutturazione del patrimonio immobiliare che già c'è.
Il Forum Nazionale Salviamo il paesaggio – difendiamo i territori alcune proposte le ha già nel cassetto.

Nei prossimi mesi è previsto il lancio della campagna nazionale che potrà contare sulla stessa organizzazione capillare dal basso sperimentata ed attuata in occasione dei referendum dal Forum per l'Acqua Pubblica. Pubblico qui di seguito un estratto degli interventi introduttivi di Finiguerra, Petrini e Crespi.



Ricordo che il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio - Difendiamo i Territori, è nato su impulso dell’associazione Slow Food e del Movimento Stop al Consumo di Territorio, a cui si sono presto aggregate numerose organizzazioni nazionali (tra cui Legambiente, LIPU, Pro Natura, Eddyburg, Movimento Decrescita Felice, Altreconomia, Associazione Comuni Virtuosi, Rete del Nuovo Municipio, Borghi Autentici d’Italia, Medici per l’Ambiente, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, organizzazioni agricole), oltre 350 associazioni e comitati locali e migliaia di adesioni individuali, tra cui quelle di urbanisti, docenti universitari, sindaci, architetti, giornalisti, produttori agricoli ecc.

 «Siamo partiti da questa stessa cittadina nel 2009 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gestione del territorio, ed eravamo pochissimi» – ha esordito Finiguerra. «Da allora sono nati tanti piccoli germogli in tutta Italia e adesso siamo qui per lanciare una grande campagna nazionale, così che gli amministratori locali possano avere lo strumento legislativo per attuare l’art. 9 della Costituzione che tutela il paesaggio. Con questa proposta di legge chiameremo i partiti politici a prendere una posizione chiara e univoca sull’argomento. Questa zona sente l’Expo 2015 sulla propria pelle e sarebbe stato bello avere una proposta di evento a cemento zero, purtroppo al momento le pressioni sono troppo forti ed è necessario che la spinta contraria sia altrettanto forte e determinata».

«Questa giornata ci dà la grande speranza che da qui possa iniziare la liberazione da un senso di impotenza nel cambiare la situazione attuale, determinata da un concetto di sviluppo giunto alla sua fase terminale, ma che ha radicalmente plasmato la società zittendo ogni voce contraria» – ha proseguito Petrini. «Con pazienza slow possiamo radicarci in tutto il territorio nazionale e verificare che siamo tantissimi a non pensarla come chi, con arroganza, ha distrutto questo Paese. Il referendum sull’acqua è stato la dimostrazione tangibile di come la nuova politica possa diventare incisiva.
La proposta di legge che vogliamo lanciare deve essere formulata in maniera giuridicamente chiara e precisa. I contadini sono la parte più debole del Paese, ma sono anche quelli che presidiano il territorio. Dobbiamo intervenire adesso sulla nuova Pac, affermando che siamo anche noi contadini, abbandonando la logica del consumo e scegliendo di diventare coproduttori. La distruzione del paesaggio è la rovina del futuro dei giovani, invece il nuovo paradigma deve essere il ritorno alla terra. In Italia i prezzi dei terreni agricoli salgono ma i prodotti della terra vengono pagati pochissimi centesimi, anche se li ritroviamo nei templi del consumismo a prezzi insostenibili, per poi finire sprecati. Questo paradigma dell’assurdo deve essere invertito, solo così i prodotti dell’agricoltura non saranno più considerati una commodity soggetta alle regole di mercato, e sarà restituito valore al cibo.»

Secondo Giulia Crespi la forza della società civile sta crescendo enormemente, e questa può essere la grande speranza per cambiare il futuro di questo Paese. In tutta Italia ci sono tante persone che semplicemente non sono consapevoli, non hanno la percezione del degrado cui è soggetto il nostro bene più prezioso. È necessario unire tutte le forze in campo e superare le differenze che in un movimento così articolato come quello che si presenta oggi inevitabilmente possono esserci. Sempre secondo la Crespi l’obiettivo comune è difendere il territorio e non dare la spalla a chi invece lo sta distruggendo.
 
Di Mirko Sil (del 07/02/2010 @ 21:27:02 in Solidarietà, linkato 2013 volte)
Gruppo di Piasco Il tuo sangue può salvare veramente una vita!!!!!!!!! Carissimo amico, sono sicuro che non ti offenderai se mi sono permesso ti spedirti questa lettera e spero che dedicherai 2 minuti per leggerla. Credo , che avrai già sentito parlare del dono del sangue e che forse dentro di te, un pensiero al riguardo l’avrai anche fatto , ma poi ,un po’ per pigrizia ,per timore o forse per……….indifferenza tutto è finito cosi’!!! Ebbene…c’è ancora tempo per ripensarci e per donare; metti la mano sul tuo cuore,sentirai un battito, lo stesso che il tuo sangue potrebbe donare ad una persona malata….. Domenica, 14 febbraio , vieni anche tu (i tuoi famigliari o amici compresi) nella sala comunale di Piasco per la donazione alla banca del sangue di Torino , troverai tanti altri donatori che prima di te hanno scelto come forma di volontariato il dono del sangue.Se non sei ancora convinto o preferisci donare a Saluzzo sotto c’è il mio numero di telefono cosi’a voce posso essere piu’ preciso su tutto quello che non ti è ancora chiaro……….. Perchè donare? Il sangue, elemento di vita, non si può fabbricare. E’ indispensabile per gli interventi chirurgici, in genere, ed interventi di elezione come quelli cardiochirurgici e per il trapianto di organi nonché di malattie quali leucemia talassemia etc. Donare il sangue è il più bel gesto che un uomo possa fare ad un altro uomo, è una partecipazione alla sofferenza altrui, esprime solidarietà disinteressata e un’opera di dedizione amichevole. Oggi servono 40.000 unità di sangue intero per ogni milione di abitante, quindi in totale sono necessarie circa 2.300.000 unita di sangue intero e 1.770.000 litri di plasma l’anno perché il nostro paese abbia quanto occorre. Se ogni persona in grado di donarlo contribuisse anche con una minima quantità di sangue in un anno, tutti i problemi sarebbero risolti. IL beneficio I controlli sui donatori sono molto accurati, al fine di evitare prelievi a persone che non sono nelle migliori condizioni fisiche. La quantità di sangue che viene prelevata , viene ricostituita in pochi giorni dall’organismo. Inoltre,diventare un donatore periodico - cioè sottoporsi al prelievo almeno un paio di volte all’anno - offre molti vantaggi, perchè il donatore e il suo sangue vengono frequentemente controllati, offrendo l’opportunità di cogliere molte malattie al loro sorgere. Aumentare il numero dei donatori periodici è l’unico sistema per evitare la speculazione o il rischio di contagio. Chi può donare il sangue? Ogni individuo sano di età compresa fra i 18 ed i 65 anni, di peso corporeo non inferiore ai 50 kg. Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge: la temperatura corporea, la pressione arteriosa , la frequenza cardiaca e l’emoglobina. Dove si può donare? Presso il centro di raccolta fisso dell’Ospedale Civile di Saluzzo. Presso il centro Trasfusionale dell’ospedale di Savigliano. Presso i centri mobili della Banca del Sangue e del Plasma della città di Torino. IL Sangue: com’è fatto e a che serve Il sangue è un liquido che rappresenta il 7% del nostro corpo. E’ responsabile delle più importanti funzioni vitali. Si compone di una parte liquida, il plasma, e di minuscoli corpi invisibili ad occhio nudo,ma numerosissimi e attivissimi ed instancabili nel purificare e difendere il corpo umano: si tratta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine.Il sangue in base a particolari sostanze presenti nei globuli rossi si differenzia in quattro tipi fondamentali: gruppo A gruppo B ,gruppo AB e gruppo O . Conoscere il proprio gruppo sanguigno è molto importante. Riassumendo: i globuli rossi ossigenano l’organismo, i bianchi ci difendono dalle infezioni e le piastrine sono essenziali per la coagulazione.Insomma il sangue testimonia lo stato di salute del nostro corpo e ci è indispensabile per vivere. Per informazioni rivolgersi a SILVESTRO Mirko Cellulare n° 0175797062 n.3478276568 silmirk@alice.it
 
Di cagio (del 10/03/2008 @ 20:51:32 in Notizie, linkato 3537 volte)

Se i lettori del blog seguono anche un minimo i giornali locali si saranno accorti della quasi nascita a Piasco di un nuovo gruppo, affiliato alla onlus Verdi ambiente e società.

Per quasi nato intendo che il gruppo è in fase di costituzione ed i pionieri dell'idea sperano che molta gente li affianchi per rendere più attiva quest'associazione che lavorerà nel campo della sensibilizzazione ai problemi ambientali ma che si propone di fare alcuni interventi più diretti che per i singoli cittadini risultano di difficile attuazione.

Gli ideatori dell'iniziativa sono Eraldo Anghilante, Mauro Dalmasso, Giampiero Mattio, Paolo Mattio e Robero Salvatico. Qualcuno storcerà il naso a leggere i nomi, ma i 5 hanno assicurato che non c'è l'intenzione di fare politica o di usare l'associazione per qualche fine del genere. Se poi qualcuno ha dei dubbi vede che nei 5 c'è Roby Salvi, per cui ci si può fidare.

L'auspicio dei fondatori, che poi è anche il mio, è che dal blog arrivino oltre a suggerimenti e critiche anche volontari per l'attività del gruppo. Sarebbe logico succedesse visto la sensibilità dimostrata in più di un'occasione sul blog da diversi autori e commentatori verso i temi ambientali

Chi ha dei dubbi può chiedere senza esitare ad Eraldo Anghialnte (017579180) o Paolo Mattio (0175 797842)

Scusate se sono piuttosto vago ma mi sa che mi sto ammalando e non riesco a tenere gli occhi sul computer per più di mezzo minuto : - (

 
Di didacum (del 15/12/2008 @ 17:55:26 in generale, linkato 2897 volte)
Pubblico la comunicazione di un convegno che si svolgerà a Cuneo Venerdì e che optrebbe interessare a Qualcno


19 dicembre  a Cuneo seminario sui nuovi studi del CNR in ambito montano
> .I PROBLEMI IDROGEOLOGICI DEI TERRITORI MONTANI.
> PREVISIONE DEI RISCHI, GESTIONE DEI DISSESTI, ORGANIZZAZIONE DELLA
> SICUREZZA.
>
>
> Una nuova visione della Comunità montana non può prescindere dal
> potenziamento delle funzioni primarie di gestione e manutenzione del
> territorio, che in montagna sono di fondamentale importanza. La
> situazione idrogeologica - dalla previsione dei rischi alla gestione
> degli interventi per fronteggiare e mitigare i dissesti - sarà il tema
> dell.incontro che si terrà a Cuneo il 19 dicembre prossimo,
> organizzato dall.Uncem con la collaborazione della Provincia di Cuneo,
> della sede torinese del CNR-IRPI (Istituto per la Protezione
> Idrogeologica), della Comunità montana Alta Valle Elvo, dell.A.Di.S e
> della Regione Piemonte.
>
> Una  giornata a carattere di seminario destinata ad amministratori,
> tecnici e professionisti del territorio,  in cui il CNR illustrerà le
> nuove metodologie di studio nella valutazione del potenziale
> detritico, messe a punto per l.Alta Valle Elvo, così come spiega
> Domenico Tropeano, responsabile del progetto: .Si tratta di
> un.indagine finalizzata al riconoscimento e alla rappresentazione
> delle criticità territoriali connesse alla geomorfologia dei versanti
> e dei bacini idrografici, con l.individuazione del grado di
> pericolosità connesso alla potenziale interazione dei corsi d.acqua
> con nuclei abitati. Nell.ambito della ricerca sono stati effettuati
> specifici sopralluoghi per l.identificazione dei caratteri
> morfologici, dei condizionamenti antropici e naturali, nonché per una
> valutazione di possibili scenari di evento. Un esempio concreto di
> manutenzione programmata del territorio..
>
> .Gli eventi alluvionali e i dissesti idrogeologici nella nostra
> regione . afferma Lido Riba, presidente dell.Uncem Piemonte - si
> mangiano quasi 500 milioni di euro all.anno. Non si potrebbe
> utilizzare una parte di questi soldi per prevenire anziché
> ricostruire? Per questo l.Uncem è impegnata a sostenere tutte le
> ricerche e i progetti volti ad assicurare e garantire la sicurezza del
> territorio, che tra l.altro . sottolinea Riba . rientra nelle
> competenze che la legge 1102 del .71 attribuisce alle Comunità
> montane, qualificandole quali enti di bonifica..
>
> L.incontro si terrà presso la Sala Falco della Provincia di Cuneo .
> corso Nizza 21 . dalle ore 9.30 alle 16.00.
>
> Tra gli interventi previsti: Alberto Valmaggia, sindaco di Cuneo,
> Silvano Dovetta,  assessore alla Montagna Provincia di Cuneo, Bruna
> Sibille, assessore regionale alla Montagna; Vito Debrando, dirigente
> responsabile Settore idraulica forestale e tutela del territorio
> Regione Piemonte, Federico Gregorio, assessore alla Protezione Civile
> Provincia di Cuneo, Agostino Bonino, componente di Giunta Uncem
> Piemonte, Laura Turconi, ricercatrice CNR-IRPI Sezione di Torino,
> Davide Fogliatti, responsabile Ufficio tecnico Comunità montana Alta
> Valle Elvo, Livio Quaranta, presidente Comunità montana Valle Stura,
> Carlo Giraudo, dirigente regionale settore decentrato OO.PP. e difesa
> assetto idrogeologico di Cuneo, Giorgio Cacciabue, referente regionale
> Settore Idraulica Forestale e Tutela del Territorio.
 
Di Dulce (del 11/08/2009 @ 17:30:35 in NO alla centrale, linkato 14819 volte)

 

 

aggiornato con articoli di

Targato CN

 

 

Chi è il Stefano Montanari?

http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1246&Itemid=72

 

 

Dal momento che non si tratta della vostra stufa perchè:

brucerà nella migliore delle ipotesi PCI 2500 kcal/kg

778,56 quintali  al giorno x 8000 ore  259520 quintali di legna all'anno

producendo

22,80 quintali al giorno  x 8000 ore 9600 quintali  di ceneri all'anno

 

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La provincia alle richieste dei Sindaci

 risposta della Provincia

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Targato CN

 

Piasco: la futura centrale a biomasse allarma i cittadini

 

Se l’intento degli organizzatori della serata era quello di fornire il maggior numero di notizie possibili – pro e contro – all’insediamento della centrale a biomasse in regione Molino Varaita a Rossana e farle pervenire ad un gran numero di persone l’intento è stato raggiunto. Nel salone polivalente 'Serra' di Piasco, ieri sera, davanti ad un pubblico numerosissimo e quasi tutto schierato per il ‘no’ alla centrale è stata sviscerata la questione che da mesi anima i dibattiti dei residenti di Piasco e Rossana. In apertura di serata il piaschese Giampiero Mattio , del gruppo Vas (Verdi, ambiente e società) ha detto: “Quando siamo venuti a conoscenza del possibile insediamento della centrale ci siamo resi conto che nessuno era al corrente dei rischi che una tale installazione avrebbe comportato. Ci siamo attivati subito contattando il sindaco di Rossana Marco Carpani il quale ci ha indirizzati alla Provincia. Abbiamo quindi ottenuto la documentazione necessaria e ci siamo mossi, perché era nostro preciso dovere farlo, per comunicare ed informare i cittadini”.

Due gli schieramenti presenti: quelli favorevoli all’impianto e quelli contrari. Tra i primi il titolare della ditta Benarco Energy Adolfo Pastorino e il progettista dell’impianto Riccardo Tabaldi, nonché il dirigente della Provincia Marco Fino. Tra i favorevoli è stato inserito anche il nome del sindaco di Rossana Marco Carpani assente alla serata per impegni amministrativi la cui assenza –giustificata dal primo cittadino con una lettera – è stata contestata nemmeno troppo velatamente. Nettamente contrari, invece, gli esperti dell’associazione Magna Charta invitati a Piasco dagli organizzatori. Adolfo Pastorino ha sostenuto che “con un camion al giorno la centrale produrrebbe energia ad un prezzo contenuto e che le piccole dimensioni dell’impianto garantiscono una produzione che è classificata energia rinnovabile. Inoltre non va dimenticato che il legno utilizzato sarebbe per la quasi totalità acquistato in zona con una positiva ricaduta nell’economia locale”.

Il dirigente della Provincia Marco Fino ha invece evidenziato che “ci sono state tre conferenze dei servizi in cui tutti i soggetti intervenuti hanno espresso parere favorevole all’impianto”. Fino ha poi aggiunto: “Su richiesta della ditta il rilascio della concessione è attualmente sospeso in quando la ditta stessa, attraverso campionature su impianti analoghi, sta valutando la possibilità di diminuire ulteriormente i livelli emissivi”. Molto applaudito dai presenti è stato l’intervento dell’urbanista dell’associazione Magna Charta Mino Marchetti il quale ha sostenuto che “nessun intervento può essere realizzato senza la partecipazione della gente. Un impianto – ha sostenuto - va pensato, programmato e pianificato ma sempre attraverso il coinvolgimento della gente. Si vive sul territorio 365 giorni l’anno e il territorio è di tutti, non solo di chi propone impianti. Dire sì all’impianto senza che la gente abbia avuto la possibilità di esprimersi è una palese violazione alla legge”.

Il medico Gianmarco Lege, sempre dell’associazione Magna Charta, ha parlato dell’impatto sulla salute provocato degli impianti a biomasse con particolare riferimento al benzene (cancerogeno nell’uomo e negli animali) e alla diossina e sui diossidi di azoto che provocano piogge acide e diminuiscono le difese polmonari al punto che, se esposti a concentrazioni superiori ai 400 mg/mc, possono provocare la morte per fibrosi polmonare. Ovviamente le circostanziate parole del medico hanno provocato apprensione in sala e fatto aumentare la contrarietà dell’impianto di Rossana tra i presenti, che hanno manifestato tutto il loro disappunto. Una buona conoscenza del ciclo produttivo di una centrale alimentata a cippato e legno di non grandissime dimensioni (quella di Rossana è di 1 MW) sarà fondamentale per capire rischi e pericoli, ma anche gli aspetti positivi, di un insediamento come quello rossanese.

Una cosa è però emersa in modo chiaro ieri sera: con il gruppo Vas è sorto anche il gruppo ‘Comitato valle sostenibile’: entrambi saranno costantemente impegnati non solo ad informare la popolazione ma anche a provare ad impedire con tutti i mezzi democratici che la centrale venga realizzata. “Siamo solo all’inizio – ha ricordato Giampiero Mattio – e chi vuole sostenerci e stare al nostro fianco può iscriversi al gruppo versando una piccola quota associativa. Soldi che serviranno a proseguire nella nostra lotta contro l’insediamento di Molino Varaita”.

Rosso su centrale: "Sono state dette alcune inesattezze"

Caro Direttore,
ero presente ieri sera (mercoledì 30 settembre, ndr) al
convegno indetto dal Comitato VAS di Piasco e la descrizione fatta dall’articolo apparso sulla Vostra testata rispecchia solo parzialmente la realtà del dibattito che si è protratto fino a tarda ora. La posizione presa dal comitato relativa alla poca chiarezza delle procedure intervenute in fase autorizzativa e sulla poca pubblicità data alla richiesta autorizzata, sono state ampiamente smentite dai fatti e dalle dichiarazioni fatte durante al dibattito dal Ing. Fino della Provincia e dal Vostro collega giornalista Rossanese. Il primo elencava tutte le date e le procedure previste dagli attuali decreti normativi ampiamente rispettate e notevolmente migliorate sia in fattore di sicurezza che di emissioni e tempi procedurali. Elencava inoltre tutte le competenze implicate in fase decisionale da tute le funzioni pubbliche preposte alla procedura ed i tempi della stessa dilatati in tre conferenze distribuite nell’arco di un anno dalla data di presentazione. Il secondo faceva notare come gia nell’autunno 2007 in una riunione pubblica tenutasi a Rossana e con ampio riscontro giornalistico, era stata presentato il progetto proposto e nel 2008 in una seconda riunione pubblica, anche questa con rilievo sulla stampa,veniva definito il progetto. In ambo i casi erano presenti rappresentanti delle amministrazioni locali vicine ed alcuni degli organizzatori del Comitato VAS.

Inoltre il presidente del Comitato Vas dichiara di essere venuto in possesso di tutta la documentazione presentata già all’inizio del mese di maggio, quindi precedentemente alla conclusione del procedimento autorizzativi conclusosi solo alla fine di giugno 2009, e quindi con tutto il tempo necessario per presentare qualsivoglia osservazione prima del termine del procedimento. Al di fuori dei dati formali inoltre gli interventi dei professionisti invitati dal Comitato non portavano a conoscenza alcun dato specifico sulla centrale in progetto a Rossana ma dati riferiti ad emissioni e impatti inquinanti di impianti di dimensioni decisamente superiori di circa 50 volte a quello in progetto ed inoltre per loro stessa ammissioni non di centrali a legno ma di impianti ti termovalorizzazione che utilizzano rifiuti come combustibile e quindi sicuramente non confrontabili.

Gli interventi inoltre sulla provenienza della materia prima non tenevano in alcuna considerazione il fatto che il potenziale di produzione di Cippato da legna delle foreste locali e di gran lunga superiore alle necessità della centrale, ed il quantitativo della legna che già oggi prende la strada della Liguria e della Toscana di produzione locale è ampiamente sufficiente al fabbisogno. Non bisogna inoltre dimenticare che le emissioni della centrale equivalgono in quantità a quelle emesse da n. 2, dico due, TIR e che quindi il solo evitare il trasporto della legna stessa compensa in valore e quantità le emissioni della centrale. Molti interventi poi hanno evidenziato come la creazione di un mercato locale del cippato non può che agevolare la filiera di produzione del legname , la valorizzazione e la manutenzione dei boschi e che la creazioni di nuove attività e posti di lavoro sicuramente non sono dannosi all’economia locale, specialmente in questi periodi.

L’unico dubbio che mi resta è che tali centrali possano nascere ed esistere solo grazie agli incentivi statali e che quando gli stessi cesseranno con tutta probabilità si spegneranno anche le centrali.
Discorso totalmente diverso è quello relativo alle centrali di riscaldamento a cippato che da subito, senza incentivi, permettono un effettivo risparmio economico e tempi di ritorno dell’investimento di soli tre o quattro anni. Se inoltre si tengono in conto le incentivazioni fiscali, sono convenienti da subito. Il taglio dato dagli interventi dei professionisti invitati dal Comitato VAS metteva ingiustamente in cattiva luce una fonte importante come il legno per la produzione dell’energia da fonti rinnovabili evidenziando quindi una posizione preconcetta a qualsivoglia progetto e propensi a dare una cattiva informazione, per non dire disinformazione, al fine unico di creare una posizione di diritto di Veto a qualsivoglia iniziativa al di fuori di qualsivoglia regola di buona convivenza civile e rispetto delle regole e di chi cerca nel modo migliore di applicarle, con impegno e serietà
Mario ing. Rosso

 

 Bosco: "Su Rossana alcune affermazioni non del tutto esatte"

 

Egregio Direttore,

Leggo sulla Sua testata l'intervento (all'indirizzo
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=72607&cat_code), a firma dell'Ing. Rosso, alcune affermzioni non del tutto esatte, almeno per due motivi principali:

1) sugli impianti 50 volte più grandi: se il collega si riferisce alla potenza termica, 50 volte il progetto di Rossana (9,4 MWt) significano 470 MWt e, né in Italia, né in tutto il mondo esistono centrali a biomasse, né inceneritori, così grandi (A2A di Brescia non arriva a 300). Se invece parla di potenza elettrica (1,67 MWe) superiamo gli 80 MW, troppi anche per gli inceneritori più grandi (tra i 60 e i 62, es. Silla 2, A2A, Milano).

2) sulla quantità di cloro nel legno e su micro e macro inquinanti non è sufficiente affermare, come spesso succede, "il caminetto inquina di più perché non ha filtri" e "l'inceneritore inquina di più perché brucia di tutto". Le centrali a biomasse hanno filtri meno evoluti rispetto agli inceneritori e devono selezionare attentamente i combustibili per poter competere. Il caminetto inquina di più, ma brucia meno combustibile e non 24 ore su 24 e i risultati richiamati nelle presentazioni e negli interventi dei medici provengono da lavori accettati e pubblicati nelle riviste
scientifiche internazionali più prestigiose, dove i meccanismi di selezione sono severissimi.

In sintesi le prestazioni ambientali di un impianto a fonti rinnovabili non sono automaticamente migliori, ma devono essere anch'esse dimostrate con calcoli e numeri esatti e verificabili, che purtroppo non leggo nella Sua replica, né ho visto presentare durante la serata da parte degli altri intervenuti.

Noi non abbiamo preconcetti e per questo non ci piacciono quelli altrui, ma per stabilire chi ha ragione occorrono le prove e l'indicazione delle fonti, dimostrando totale indipendenza da eventuali conflitti di interesse che possano far sorgere dubbi sull'imparzialità ed obiettività.

Sono sicuro che tali norme deontologiche sono note al collega. Dunque, invece di dilungarmi, preferisco ricordare che le fonti di quanto presentato nelle nostre relazioni sono a completa disposizione di tutti gli interessati.

Cordiali saluti
Ing. Massimiliano Bosco

 

Marchetti : " Considerazioni ulla serata "

Egregio Direttore,

leggiamo con interesse la cronaca della serata svoltasi nel Salone Polivalente di Piasco il 30 settembre scorso e riteniamo opportuno puntualizzare alcuni aspetti non precisi che si desumono dall’articolo.

 

Vorremmo iniziare dalla definizione degli schieramenti presenti, in particolare dell’Associazione Magna Charta, che non era presente con il ruolo di opporsi alla Centrale in questione, ma con quello di informare i partecipanti sui pericoli che l’insediamento della stessa costituisce per il territorio, attraverso dati di tipo tecnico e sanitario inconfutabili. La presenza dei nostri esperti era quindi legata ad un momento di informazione ai cittadini e  a sollecitarne la partecipazione informata, operazione quest’ultima che avrebbe dovuto avvenire prima delle scelte delle varie amministrazioni, così come stabilito dalla Convenzione di Aarhus. Gli interventi tecnico-scientifici e sanitari dei nostri esperti tendevano proprio a dare nel modo più ampio possibile queste informazioni, unitamente a quelle di tipo urbanistico. Proprio queste ultime hanno tratto le conclusioni sulla compatibilità dell’insediamento di tale impianto con gli indirizzi programmatici di un territorio come quello della Val Varaita che ha grandi valenze i di tipo paesaggistico ed ambientale oltre ad interessi turistico-residenziali da non sottovalutare.

I principi di interesse collettivo sono quelli che devono prevalere per le  scelte di programmazione e di pianificazione di un territorio, rispetto a quelli di prevalente interesse privato, evidenziati da alcuni interventi individuati come favorevoli dall’articolo.

Era pertanto necessario chiarire tali concetti prima di indicare gli  schieramenti a favore o contro.

Vogliamo quindi ribadire che l’interesse dell’Associazione era ed è assolutamente motivato dall’opportunità di iniziare un processo di partecipazione informata.

Cordiali saluti.

 

Il Presidente di Magna Charta

 

Rossana: centrale a biomasse. I Piaschesi non la apprezzano

Da qualche settimana a questa parte è uno degli argomenti più dibattuti a Piasco e dintorni. La costruzione di una centrale a biomasse in regione Molino Varaita, in un’area confinante, ubicata nel Comune di Rossana, sarà pure il tema di un confronto che un gruppo di cittadini piaschesi ha organizzato per mercoledì 30 settembre alle 20 e 45 nella Sala Polivalente Francesco Serra. Ma quali sono le criticità che il gruppo di oppositori o 'scettici' avanza di fronte all’opera? In primo luogo, i promotori dell’incontro lamentano lo scarso coinvolgimento della comunità piaschese nel processo decisionale che, attraverso tre conferenze dei Servizi, ha portato alla concessione del ‘nulla osta’ per la realizzazione dell'opera da parte degli uffici competenti della Provincia di Cuneo alla ditta ligure Benarco Energy. Il gruppo di cittadini piaschesi sostiene poi che la centrale avrà una resa molto inferiore rispetto ad impianti dello stesso tipo, che gran parte dell’energia termica prodotta andrà persa poiché non è previsto un collegamento ad una rete di teleriscaldamento e che, infine, il legname da bruciare nella centrale non proverrà dalla valle Varaita, ma da località molto più distanti.

Il Sindaco di Rossana Marco Carpani risponde alle obiezioni facendo presente che il percorso seguito “è quello previsto dalla legge. Ci sono state delle conferenze sei Servizi cui hanno partecipato la Regione, l’ARPA ed il nostro Comune. La verifica dei parametri di emissione ha appurato il rispetto dei valori previsti. Ovviamente – prosegue – nessuno nega che Rossana abbia interesse nei confronti di un impianto che permette ai contadini di valorizzare una risorsa come il legname che marcisce nei boschi. La resa dell’impianto è un problema del privato che investe. Immagino che anche in questa circostanza l'imprenditore abbia interesse a guadagnare.” Il Sindaco di Rossana non ritiene fondata nemmeno l’obiezione riguardante la provenienza del legname da bruciare nella centrale. “Anche qui, penso sia interesse dell’imprenditore reperire delle risorse sul territorio per risparmiare sulle spese di trasporto. So che sono state avviate delle trattative con diverse aziende del posto e che un grosso produttore di legno di Rossana si è già accordato per fornire la materia prima. D'altra parte l'imprenditore coinvolto è uno dei più importanti produttori di legname del Nord Italia ed ha rapporti con molti clienti

La centrale a biomasse, che produrrà energia elettrica tramite vapore, cedendo acqua calda, verrà costruita in’un area in cui il Comune di Rossana ha deciso di concentrare lo sviluppo produttivo del paese. Tra i progetti, vi è quello quello di utilizzare l’acqua calda ed il vapore per servire le attività industriali ed artigianali che si insedieranno in zona e di scaldare alcune serre in cui verranno coltivati e raccolti primizie e prodotti ortofrutticoli anche in pieno inverno. “ non bisogna dimenticare – prosegue Carpani – che con le sue attività produttive Rossana crea l’80% dell’occupazione della valle Varaita. Indipendentemente dalla centrale, avevamo deciso di spostare l’area industriale dalla zona in cui si trova attualmente. Potendo disporre di acqua calda per i loro cicli produttivi a prezzi più vantaggiosi, è probabile che molti imprenditori siano interessati a trasferirsi.” Il primo cittadino di Rossana non ritiene poi che il progetto della centrale a biomasse sia stato portato avanti all’insaputa delle comunità confinanti. “Ci siamo sempre confrontati con i Comuni vicini e le leggi sono state rispettate rigorosamente. Di fronte a certe obiezioni si fa in modo che l’unica soluzione per produrre energia sia quella di bruciare il petrolio tante sono le contrarietà sorte attorno alle biomasse, all’idroelettrico o all’eolico.” Carpani parteciperà all’incontro del 30 settembre a Piasco? “Perchè no? Non  abbiamo nulla da nascondere. Tutto è stato fatto alla luce del sole e siamo pronti al confronto.” 

Piero Lunati
 

 

 

 

 

 
Di beppe.olivero (del 22/11/2009 @ 15:52:35 in Politica, linkato 2537 volte)
Da inguaribile ottimista e da cittadino italiano che non vuole rassegnarsi al degrado politico e sociale di questi ultimi vent'anni da tempo mi guardavo attorno per vedere se da qualche parte spuntava qualche progetto concreto per cambiare le cose, pronto naturalmente a fare la mia parte. Il blog di Beppe Grillo con i suoi meetup qualcosa avevano già smosso. Mi chiedevo, però, dov'era finita la parte dell'Italia migliore, quella che ogni giorno si alza al mattino per contribuire ad un mondo più giusto ed umano. Le associazioni di volontariato, le cooperative sociali, i gruppi e movimenti cattolici, i comitati che sorgono spesso qua e là per rimediare ai disastri della politica. Realtà diverse e frastagliate che, però, se si unissero diventerebbero una forza importante. Oggi ho trovato sulla rete una risposta esemplare di Jacopo Fo e Roberta Lombardi che stanno cercando di mettere assieme tutte queste realtà con il Movimento Etico Popolare. Lo pubblico sul nostro blog per alimentare il dibattito convinto che stiamo vivendo un momento storico importante e delicatissimo dal quale possiamo uscirne solo se sappiamo mettere in campo le energie migliori. Invito tutti a farlo girare in rete, attraverso i propri contatti. Nello scenario agonizzante di questo inizio millennio italiano sta succedendo qualche cosa di grosso? Anche noi avremo a breve un effetto Obama? Sta per cominciare una rivoluzione politica che ridara' alla gente la gioia di lottare e vincere? Impossibile? Se si guardano i telegiornali certamente, ma se si vive nel Movimento dei piccoli gruppi che praticano l’alternativa si assiste a una continua crescita di iniziative e successi. Ovunque fioriscono circoli della Decrescita Felice, del Movimento della Transizione, gruppi d’acquisto, botteghe del commercio equo, feste, concerti, cooperative sociali, imprese ecologiche, filiali di Banca Etica. Un fenomeno enorme che ha poca visibilita' nel suo complesso ma che a furia di piccoli passi sta modificando casa per casa il panorama politico culturale e sociale. Una realta' che crea lavoro, risparmio energetico, imprese solidali in tutto il mondo. Migliaia di pasti cucinati ogni giorno per i disperati del pianeta, migliaia di alberi piantati, pannelli fotovoltaici finanziati e costruiti, cibi biologici prodotti, milioni di litri d’acqua e kilowatt risparmiati. E una cultura diversa che cresce non sui discorsi di chi e' bravo a parlare in pubblico ma grazie all’abilita' delle mani, alla fantasia e al sudore (quello della fronte non quello della lingua). In Italia, nonostante i Veltroni, i D’Alema, i Rutelli, il Presidente e tutte le sue vallette ucraine vestite da babbo natale in bikini, migliaia di persone si alzano ogni mattina e si chiedono: “Come posso far avanzare di un centimetro il mondo migliore?” e si mettono giu' a spremersi il cervello per creare un nuovo conto corrente ribelle, isolare un tetto, vendere un chilo di caffe' che ha dentro la speranza di un contadino peruviano, far arrivare un piccolo mulino a vento nel Kalahari. E ci riescono! Questa gente meravigliosa, questi che non sono crollati psicologicamente neanche di fronte all’ultimo disastro elettorale, se si mettono assieme cosa potrebbero combinare? Pensa per un attimo se questo Movimento del fare si saldasse con i circoli degli amici di Beppe Grillo, con i comitati di lotta contro gli inceneritori e le industrie inquinanti, con componenti di base dei verdi e della sinistra. Pensa se fosse capace di parlare anche alla gente di buon senso che oggi vota a destra perche' non vede alternative. Siamo tanti, anche se siamo divisi e incapaci di far nascere una strategia comune. Ma in questi anni abbiamo imparato a usare mezzi nuovi come il web, a organizzarci a rete, a fare impresa e costruire concretamente nuovi mestieri, attivita' commerciali, installare pannelli solari, lampioni ad alta efficienza e caldaie ecologiche, andando oltre la denuncia del marcio nel sistema. Bello ma impossibile? E se ti dicessi che qualcuno ci sta pensando? Sono stato cinque ore con Fabio Salviato, presidente di Banca Etica, Alfredo Giacon che ha fatto il giro del mondo in barca a vela come ambasciatore del movimento solidale italiano e Piera Marsilio, scrittrice e musicista. Abbiamo parlato del neonato Movimento Etico Solidale. Parlare oggi di un nuovo movimento politico puo' sembrare una follia. Ma la cosa non spaventa i fondatori di questo gruppo che credono che sia proprio questo il momento per chiamare all’unita' su obiettivi concreti il popolo che sta opponendosi con i fatti allo sfascio nazionale. Salviato mi racconta che in Francia le associazioni delle signore che amano i cani, gli ecologisti della prima ora, gli amanti dell’ambiente bucolico, i terrorizzati dalla catastrofe ambientale, i gruppi etici e solidali e i comitati spontanei di difesa del territorio sono riusciti a fare un patto che e' partito dal basso e che ha permesso al movimento ecologista-etico di ottenere un risultato formidabile: oggi sono il terzo “partito” con il 16% dei voti, solo un pelo al di sotto del Partito socialista. Perche' non facciamo lo stesso? Uniamo il Movimento del fare, dei piccoli passi, dei piccoli circoli locali, la gente concreta che non ama le chiacchiere e ha a cuore i risultati! Mentre scrivo stanno arrivando i dati sulle elezioni regionali in Germania. Anche li' una nuova sinistra ha ottenuto risultati notevoli, un segnale che qualche cosa si sta muovendo a livello internazionale. Quello che mi affascina del Movimento Etico Solidale e' il rifiuto per le divisioni ideologiche, la partenza cercando di portare idee semplici, proposte concrete. Salviato inizia dicendo che sogna un movimento che misuri l’impegno dei propri militanti con il numero di pannelli solari installati, con la quantita' di combustibile fossile risparmiato. Oggi sarebbe possibile trasformare in fatti le nostre proposte. Abbiamo decenni di esperienza e le tecnologie sono mature. Possiamo immaginare di proporre finalmente nuovi strumenti di risparmio, permettendo alle famiglie italiane di investire in modo sicuro e vantaggioso nelle fonti di energia rinnovabile, estendere la logica dei gruppi di acquisto a servizi complessi come la telefonia o le assicurazioni, far risparmiare le famiglie e valorizzare le imprese etiche. E possiamo perfino dimostrare che un comune che ha bisogno di 3 milioni di euro per costruire una scuola puo' ottenerli dando vita a un progetto globale di razionalizzazione delle risorse energetiche. Cambi le lampadine e i regolatori di flusso della corrente e tagli l’80% dei costi dell’illuminazione stradale, produci biogas dai rifiuti urbani organici, tagli del 50% i costi del riscaldamento isolando gli immobili, copri i tetti e i parcheggi con pannelli fotovoltaici, dove puoi installi generatori di elettricita' eolici, idrici, a scarti di legno. Con una semplice operazione di prefinanziamento e grazie ai finanziamenti dello Stato puoi realizzare gli investimenti senza sborsare un euro e ottenere contemporaneamente i 3 milioni di euro per la scuola, facendoti anticipare i risparmi ottenuti e gli utili provenienti dalla produzione diretta di elettricita'. Oggi possiamo non limitarci a dirlo, il Movimento contiene le professionalita' e l’esperienza per trasformare questa possibilita' in un’azione politica diretta. In campagne di riconversione dell’economia dei Comuni. Far vivere la nostra propaganda politica sulle esperienze. Quando avremo realizzato simili interventi in 10 Comuni avremo dimostrato di avere un progetto vero per la rinascita economica, ecologica e culturale dell’Italia. Non chiacchiere. Il fatto di trovarmi per la prima volta di fronte a un’organizzazione politica che si muove su questa linea di pensiero mi ha entusiasmato. E credo che sia importante in questo momento aprire una discussione su questi temi. Ben sapendo che non sara' facile, non sara' comodo ma potrebbe essere un’esperienza straordinaria di cambiamento. Vogliamo farlo? Possiamo farlo? Come? abbiamo molto parlato in questi giorni ed il sogno europe ecologique da costruire qui in italia è una sfida che ci piacerebbe vincere. un primo incontro c'è stato ad alcatraz da jacopo a metà ottobre ed hanno iniziato ad aderire tutta una serie di associazione e realtà che lavorano quotidianamente nella solidarietà, nella filiera corta, nelle energie rinnovabili. per ora hanno aderito al progetto Lifegate Planet Associazione Alcatraz El Tamiso Brio Ecor NaturaSì Cooperativa Immigrazionisti Associazione Mairi e Soliles Unaretedamore Coscienza in Rete Associazione Impronta Leggera e noi che facciamo? sì lo so, c'è il movimento a 5 stelle e le regionali, ma una cosa non esclude l'altra... ANZI l'amplifica enormemente! beppe e jacopo hanno parlato di questa cosa più volte e jacopo si è messo in contatto con i ragazzi di campania ed emilia che stanno lavorando al progetto liste civiche regionali. penso sia in contatto anche con voi. noi nel lazio stiamo anche lavorando con i ragazzi di PBC... ma voi non li sentite i passi di una MOLTITUDINE INARRESTABILE che inizia a camminare insieme verso la stessa direzione????? vogliamo fare rete con chi abbiamo vicino ogni giorno: chi fa la raccolta differenziata perchè vuole rifiuti zero, chi compra dalla filiera corta ed in modo critico, chi ha un conto in banca etica, chi si fa da solo la sua energia rinnovabile, chi vuole che l'acqua rimanga pubblica, chi coltiva l'orto di quartiere...? perchè dall'incontro di cue persone che quotidiamente tentano di migliorare il mondo si crea un legame saldo ed insieme siamo una moltitudine inarrestabile!
 
Di Dulce (del 19/01/2010 @ 14:59:54 in Ambiente, linkato 4081 volte)

Oggi ho sentito il mio amico Marco Ballestra http://www.beveraedintorni.com che mi ha confermato quanto ho letto sul suo blog.
Pastorino e Tebaldi sono almeno 15gg che provano ad accendere la centrale ma il comunicato è giunto alla stampa solo oggi.   ( Tebaldi se leggi il blog potresti invitare il Comitato Valle Sostenibile a visitare il tuo gioiello della tecnica )

L'ultima persona

19 gennaio 2010
ciminiera.jpgParte la Centrale a biomasse di Bevera e chiaramente il sindaco Scullino deve dire la sua.
Perdendo ancora una volta un'occasione d'oro per tacere.Cito un breve passo dall'articolo de Il Secolo XIX in edicola l'altro ieri:
.... il sindaco Scullino conferma il suo costante impegno per la buona riuscita di questo progetto....in quanto é suo irrinunciabile obiettivo migliorare la qualità della vita nel rispetto dell'ambiente e della salute della cittadinanza.
In un'intervista dei giorni scorsi egli invocava la collaborazzione dell' Istituto Tumori di Genova e del Prof.Federico Valerio, per assicurare tutte le garanzie del mondo ai cittadini e soprattutto, per  cercare di salvare la faccia di fronte ai cittadini.
Tenete conto che lo stesso Prof.Valerio da lui invocato, nella pubblica riunione del 18 febbraio 2008 aveva avvisato pesantemente  il sindaco e sodali sulle  gravi conseguenze derivanti da questo insediamento.
Alla fine di questo incontro,  il sindaco si impegno' a  "rivedere l'oppurtunita di consentire tale realizzazione".
Chiaramente non fece nulla anzi, tenne un comportamento  di bassissimo  profilo per sostenere  in tutti i modi questa opera.
Dopo Anselmo Genovese, anch'io andai dai Carabinieri, denunciando  il sindaco per mancata tutela della salute pubblica.
In seguito, presentai un esposto (del quale non ho saputo piu nulla) alle Procure della Repubblica di Sanremo ed Imperia.
Recentemente il sindaco ha sferrato un duro attacco ai Carminati alla Cave ed alla Centrale.
Chissa come mai?
Qualcuno di Voi puo' avere un'idea concreta che gli sfiora il cervello?
Ora, in occasione dell'inaugurazione, Sullino si mette addosso la pelle dell'agnello alla ricerca della verginità perduta.
Senza voler tornare allo scomputo  degli oneri della Centrale, che se fossero veramente dei parcheggi all'interno del recinto della Energy Greeen si tratterebbe di un autentico furto all città.
Non tornando suegli altri aspetti sqallIdi della vicenda.
Dico solo che il sindaco Gaetano Antonio Scullino é l'ultima persona titolata a parlare di tutela ambientale e di interesse dei cittadini.
L'ultima.

Leggi l'articolo..

Biomasse
Ventimiglia: inizia la sperimentazione centrale a biomasse E' previsto per oggi l’inizio dell’attività di sperimentazione della Centrale elettrica a biomasse verde nella frazione di Bevera che ha lo scopo di fornire una fonte di energia pulita ed efficace alternativa ai combustibili fossili normalmente adoperati. L’impianto, autorizzato dalla Provincia di Imperia, aveva creato forti perplessità e preoccupazioni nella popolazione residente nella zona e per questo l’Amministrazione comunale si è fatta carico, affianco ai cittadini, di richiedere, con successo, una serie di tutele assolutamente dovute e necessarie. Tra le richieste avanzate dall’Amministrazione comunale, a tutela della salute pubblica, è stata avviata una stretta collaborazione tra l’Istituto Mario Negri di Milano, uno dei più qualificati e conosciuti centri di ricerca italiani, che ha nel Dott. Marco Lodi il suo rappresentante, con lo scopo di sovrintendere al controllo dell’impatto ambientale e sanitario della centrale. Intervento quest’ultimo ritenutosi importante anche dopo gli interventi qualificati fatti sull’argomento dal prof. Federico Valerio, dell’IST di Genova, che svolge attività di assistenza sanitaria e di ricerca biomedica e sanitaria, di tipo clinico e traslazionale in ambito oncologico. "L’Amministrazione comunale, dice il sindaco Gaetano Scullino - conferma il suo costante impegno per la buona riuscita di questo progetto che coinvolge diverse strutture ed enti locali in quanto è suo irrinunciabile obiettivo migliorare la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente e della salute della cittadinanza. Tale intento, continua il Dott. Matteo Scriva, consigliere comunale e responsabile del reparto di chirurgia dell’ospedale di Bordighera - è altresì garantito dal rispetto dell’accordo di collaborazione stipulato con la ditta Energy Green e per l’attuazione del quale è stata nominata una Commissione di controllo composta, oltreché dal sottoscritto come coordinatore, dai consiglieri comunali Mario Fucile e Franco Paganelli". "A breve termine, concludono il sindaco Gaetano Scullino ed il consigliere comunale Matteo Scriva - sarà indetta un’assemblea pubblica nella quale sarà illustrato il Protocollo di Monitoraggio per l’Ambiente e la Salute che consentirà di procedere con metodo scientifico a correggere o eliminare eventuali anomalie che possano verificarsi nel corso dell’attività della centrale e per porre quindi in assoluta sicurezza e tranquillità la cittadinanza da ogni forma di rischio e pericolo per la salute. Noi siamo per la nuova tecnologia e per le fonti alternative di energia pulita, ma se sorgessero dubbi, ci schiereremo nuovamente a totale fianco della cittadinanza che abita la zona interessata dal nuovo impianto a biomasse verdi". Carlo Alessi Lunedì 18 Gennaio 2010 ore 09:14

 



Dal momento che si parla del Professor. FEDERICO VALERIO vi lascio un suo video dove parla della combustione delle biomasse


 
Di Dulce (del 01/06/2009 @ 14:52:01 in Politica, linkato 3199 volte)
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Stop al consumo di territorio from luca olivieri on Vimeo.   (Grazie ai grillicuneesi per il video! Walter)

Il VAS ha consegnato alle due liste durante le serate di presentazione dei programmi alla collettività il questionario della campagna STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. 

Ecco le risposte.

Lista

"Per un paese migliore" 

Roberto Ponte candidato Sindaco

 

Lista

"Uniti per il progresso"  

Mauro Bergiotti Candidato Sindaco

 

 

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http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_frontpage&Itemid=37

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Due interventi del Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

http://www.comune.cassinettadilugagnano.mi.it/template.php?pag=1

svoltosi il 24 gennaio 2009 durante la Campagna Nazionale Stop al Consumo di Territorio

 

Anche Report si è occupato del problema

IL MALE COMUNE

di Michele Buono, Piero Riccardi
In onda domenica 31 maggio ore 21.30
ll promo della trasmissione

 
La popolazione mondiale delle città ha superato di gran lunga quella delle campagne. Qualsiasi strategia economica, sociale, ambientale, energetica deve necessariamente passare dalla città. Cemento e asfalto continuano a divorare territorio, a volte legalmente a volte aggirando le leggi, altre volte ancora, le leggi si cambiano per sanare. Non ci sarebbe nulla di male se si mantenesse un equilibrio. Così però non è, almeno a giudicare da quello che è avvenuto negli ultimi anni. Da Nord a Sud la situazione è sempre la stessa: la città, anche se la popolazione non cresce o cresce di poco, si sviluppa mangiando terreni agricoli, che se producono agricoltura o sono semplicemente paesaggio valgono poco. Se invece si decide di costruirci sopra, valgono di più. E così all’improvviso la vita costa di più: case, affitti, cibo. Alla fine della partita è la destinazione del territorio che determina il valore della comunità che ci sta sopra. Cosa succede per esempio quando si rompe il rapporto tra quanto guadagniamo in stipendio o pensioni e il valore della casa dove viviamo? Cioè quando il valore immobiliare supera quello della comunità? E il “bene comune” che fine ha fatto? Report è andata a vedere anche come si comportano in Francia e in Germania.

Non avete potuto assistere alla puntata? siete interessati?Dispiaciuti?

Un click QUI per conoscere.

 

 

 
Di Michela (del 17/08/2008 @ 14:38:33 in Notizie, linkato 4606 volte)

Notizie dell’ ultima ora …

  • Agosto 2008 La regione ha assegnato un contributo per la nuova scuola media di 693.000 euro

  • Il Comune di Rossana intende trasferire la sua sede nel palazzo Garro , l’antico municipio recentemente ristrutturato, e quindi tutto l’edificio che oggi ospita anche le scuole elementari rimarrà completamente libero e l’Amministrazione comunale di Rossana lo mette a disposizione per le scuole medie.

Queste due notizie sensazionali aprono diverse possibilità:

  • La prima …. Con il contributo della regione è possibile pensare concretamente alla realizzazione della nuova scuola media.

    Vediamo in dettaglio cosa comporterà per le casse del comune: 1.700.000euro è la spesa prevista, 700.000 i contributi assegnati , 150.000 la cifra già a disposizione , 850.000 euro la cifra da recuperare ancora per completare l’opera. Penso che con i tempi che corrono, con i tagli alla spesa pubblica, con la crisi economica che avanza non sia una cosa facile.

  • La seconda….. le scuole di Rossana sono a completa disposizione, gli interventi per metterla nelle condizioni ottimali per accogliere gli alunni delle scuole medie sono di modesta entità, quindi il risparmio di 3 miliardi delle vecchie lire è assicurato. Non mi sembra una cosa da sottovalutare.

    A questo proposito mi viene in aiuto un’idea fantastica di Maurizio Pallante che parla di scambio inteso come dare , ricevere e restituire il di più..
    Da tempo immemorabile i ragazzi delle medie di Rossana vengono ospitati nelle scuole di Piasco. Perché non accettare l’ospitalità che l’Amministrazione di Rossana ci offre e trasferire le scuole medie nell’ edificio di Rossana?
    Da alcuni anni un buon numero di bambini di Piasco frequentano le scuole elementari di Rossana , perché non ospitare tutti gli alunni delle elementari di Rossana nelle scuole di Piasco che hanno aule spaziose e locali idonei, formando un polo scolastico unico?
    Sarebbe un’esperienza scolastica notevole, con ripercussioni decisamente positive sul piano organizzativo e didattico.
    Le scuole di Piasco sarebbero in grado di accogliere gli alunni di Rossana, con la suddivisione di un'aula grande predisposta per questo intervento e il recupero dei locali della mensa.
    Se poi vogliamo pensare alla grande, c’è tutto lo spazio sul terrazzo che non è utilizzato e potrebbe permettere la creazione di ulteriori aule, laboratori ed eventualmente un locale per la mensa.

Certo che per scegliere questa seconda via bisogna uscire da una visione campanilistica ed entrare in un’ottica di condivisione delle risorse che forse non è ancora molto diffusa.
Se abbiamo dato ospitalità per una quarantina di anni agli alunni di Rossana, non vedo perché non possiamo accettare l’ospitalità che ci offrono gli amministratori di Rossana , tanto più che questo ci farebbe risparmiare una cifra enorme di denaro pubblico.

Questo denaro pubblico potrebbe servire per affrontare finalmente in modo serio le problematiche quali la viabilità , potrebbero dare più respiro ad iniziative in campo sociale e ambientale.
Con le risorse risparmiate (una scuola in meno da gestire ogni anno) si potrebbe garantire il servizio gratis di trasporto alunni e il servizio mensa, se non gratis, ridotto ai minimi termini) questo sarebbe un aiuto concreto a quelle famiglie che hanno sempre maggiori difficoltà a giungere a fine mese.
Il trasporto effettuato da mezzi pubblici ridurrebbe l’inquinamento e il traffico stradale nelle ore di punta e anche questo aspetto non è da sottovalutare.

Che cosa ne dite?

 

 
Di Michela (del 23/09/2009 @ 14:28:18 in Viabilità, linkato 3101 volte)

Inserisco nel blog la lettera che sta girando in via Verzuolo e via Roma e via Gesiole per una raccolta firme, invito chi condivide e vuol firmare a farsi avanti . Perché l’ho inserita nel blog? Per verificare se il problema è sentito da molti abitanti della zona interessata e per trasparenza: so che problematiche relative alla viabilità sono presenti in vari punti del paese e vorrei che anche dalle altre zone partissero delle proposte all’amministrazione. Questo per me è cittadinanza attiva . E’ cittadinanza attiva anche la formazione del “ Comitato Valle sostenibile” sulla centrale a biomasse ANCHE QUI VI INVITO AD ADERIRE

Al Sig. Sindaco di Piasco

 Siamo un gruppo di cittadini di via Roma e via Verzuolo e vorremmo porre alla sua attenzione la problematica inerente l’alta velocità del tratto di strada di accesso al paese .

Già con la precedente amministrazione gli abitanti delle vie menzionate avevano sollecitato degli interventi per ridurre la velocità :si erano fatti dei sondaggi a cui era seguito un incontro(anno 2005) con l’amministrazione Bergiotti dove erano state presentate proposte di interventi condivisi dalla totalità dei presenti alla serata(una ciquantina di abitanti della zona)

Essendo in previsione l’allestimento della rotonda in via Verzuolo, l’amministrazione si riservò di affrontare la problematica dopo la realizzazione della rotonda ,avvenuta nell’autunno del 2008.

Considerando che la rotonda disassata non ha risolto la problematica evidenziata , la passata amministrazione ha richiesto un incontro con i tecnici della provincia i quali hanno trasmesso una bozza di progetto che prevedeva una modifica della viabilità sull’incrocio davanti a Tranchero.

Purtroppo finora nulla è stato realizzato e ben tre sono gli incidenti, fortunatamente non gravi, già avvenuti. Il progetto proposto avrebbe come ricaduta

· il rallentamento della velocità dei veicoli sia in via Roma che in via Europa( almeno nel primo tratto)

 · la creazione di un percorso ciclabile e pedonale sicuro in ingresso al paese

· la riqualificazione dell’area

e non permetterebbe più agli automobilisti” pazzi” che provengono dal paese di percorrere la rotonda in senso contrario.

Dal momento che la viabilità alternativa è fortemente sostenuta anche dal governo centrale ( vedi campagna incentivi per l’ acquisto delle biciclette)l’intervento proposto si colloca perfettamente in linea con le direttive del governo.

Noi pensiamo che le Amministrazioni che si attivano per creare dei percorsi sicuri danno un segno di coerenza e di rispetto per chi sulla strada è più vulnerabile( pedoni e ciclisti).

Fiduciosi che la nostra proposta verrà presa in considerazione, ringraziamo anticipatamente e porgiamo distinti saluti

Piasco,20/09/09 Gli abitanti di via Verzuolo , via Roma e via Gesiole

 
Di Dulce (del 23/02/2012 @ 13:00:08 in Associazioni, linkato 2215 volte)


Campagna contro l’acquisto dei
cacciabombardieri F-35 “Joint Strike Fighter”
da parte dell’Italia
100 Piazze d’Italia contro i caccia F-35
Sabato 25 febbraio
 CUNEO



Programma:

ore 17.00    Partenza da Piazza Duccio Galimberti      (ritrovo sotto il monumento)

ore 17.15    Passeggiata sotto i portici dei due lati   di Via Roma

ore 17.30    interventi e letture in Piazzetta del  Municipio

ore 18.15    Salone d'onore del Comune per  proiezione video, riflessioni, conclusioni






 
Di Dulce (del 16/11/2009 @ 12:37:19 in Eventi, linkato 2565 volte)



Venerdi 20 Novembre
dalle 15 alle 23 si svolgerà a Cuneo un approfondimento sulle questioni legate al cambiamento climatico e alla crisi energetica.
PRESSO
LA FACOLTA' DI AGRARIA DI CUNEO (piazza Torino, ex-macello)

L'evento è promosso da Pronatura, Legambiente, Consumatori e Isde.
 
Tra gli interventi:


FRANCESCO PASTORELLI (Cipra Italia)  

ELLEN BERMAN (Transition Towns Italia) 
http://transitionitalia.wordpress.com/

PAOLO HUTTER (Eco dalle città)  
http://www.ecodallecitta.it/

ALESSANDRO MORTARINO (Stop al Consumo di Territorio)
http://www.stopalconsumoditerritorio.it

FRANCESCO COMOTTO (Comuni Virtuosi)
http://www.comunivirtuosi.org

GUIDO LERDA (Assessore Ambiente Comune di Cuneo)
http://www.comune.cuneo.it/ambiente/

LUCA COLOMBATTO (Assessore Ambiente Provincia di Cuneo) 


In serata
Buffet a Kilometri Zero


Presentazione del libro "No auto"     Marcel Robert 
http://noauto.wordpress.com/

Proiezione in anteprima del film:
The age of the stupid.  
 
 

                   The Age of Stupid Global Trailer w/Italian subtitles from Age of Stupid on Vimeo.



Sabato 21 Novembre dalle 15 alle 17

Sala del Consiglio Comunale di Cuneo Via Roma 28 – 1 piano

Incontro pubblico del Piano Strategico “Cuneo 2020” sul tema

 “Acqua: bene comune da salvaguardare

Riflessioni sulla normativa europea e nazionale e sulle conseguenze

del decreto legge 135/09 art. 15, approvato dal Senato il 5 novembre scorso”

introduce e modera i lavori il Prof. Bruno Cattero, coordinatore del Piano Strategico “Cuneo 2020”

 
Di dottore (del 28/05/2007 @ 11:52:25 in generale, linkato 2942 volte)

Mirko e TeoIl nostro amico Mirko (che vediamo in questa foto, è quello di destra, per chi non l'avesse capito!), ci ha mandato un po' di materiale per porre l'attenzione su di una realtà che è il gruppo di donatori di sangue di piasco.

Speriamo che con questo post, possiamo chiarire e togliere i dubbi a tutte quelle persone che sono un po' titubanti, ed a invogliare nuovi donatori a farsi avanti!

Inoltre ricordo che Domenica 17 giugno 2007 ci sarà la  GIORNATA NAZIONALE DEL DONATORE DI SANGUE (Iscrizioni entro il 30 Maggio) 
Clicca qui per il programma >>>

Il Gruppo di Piasco
Questa associazione di donatori volontari è nata nel 1962 per merito di quattro uomini di buona volontà e di grande spirito: GERARDI ANTONIO (capogruppo), OLIVERO GIOVANNI (vice capogruppo), FINA PIERINO e GERARDI FRANCESCO che già da due anni donavano il proprio sangue a chi ne aveva bisogno ( in casi di emergenza si donava “braccio a braccio” cioè dal donatore all’ammalato). Oggi il sangue viene conservato in sacche speciali contenenti un liquido anti-coagulante.
Il simbolo dei donatori di sangue di Piasco è un labaro (stendardo) la cui madrina (dal 1962) era la signora BENIGNO Giacomina;deceduta ( purtroppo) durante il suo suo 40° anniversario del suo mandato il 02-10-02.
L’ A.D.A.S. è una associazione di volontari che ha lo scopo di propagandare la “coscienza” del DONO del sangue in forma gratuita e anonima. Il nostro gruppo conta n. 210 donatori di cui 105 attivi (almeno una donazione all’anno).

Perchè donare?
Il sangue, elemento di vita, non si può fabbricare. E’ indispensabile per gli interventi chirurgici, in genere, ed interventi di elezione come quelli cardiochirurgici e per il trapianto di organi nonché di malattie quali leucemia talassemia etc. Donare il sangue è il più bel gesto che un uomo possa fare ad un altro uomo, è una partecipazione alla sofferenza altrui, esprime solidarietà disinteressata e un’opera di dedizione amichevole.
Oggi servono 40.000 unità di sangue intero per ogni milione di abitante, quindi in totale sono necessarie circa 2.300.000 unita di sangue intero e 1.770.000 litri di plasma l’anno perché il nostro paese abbia quanto occorre.
Se ogni persona in grado di donarlo contribuisse anche con una minima quantità di sangue in un anno, tutti i problemi sarebbero risolti.

Il beneficio
I controlli sui donatori sono molto accurati, al fine di evitare prelievi a persone che non sono nelle migliori condizioni fisiche. La quantità di sangue che viene prelevata è molto limitata, e viene ricostituita in pochi giorni dall’organismo. Inoltre,diventare un donatore periodico - cioè sottoporsi al prelievo almeno un paio di volte all’anno - offre molti vantaggi, perchè il donatore e il suo sangue vengono frequentemente controllati, offrendo l’opportunità di cogliere molte malattie al loro sorgere. Aumentare il numero dei donatori periodici è l’unico sistema per evitare la speculazione o il rischio di contagio.

Chi può donare il sangue?
Ogni individuo sano di età compresa fra i 18 ed i 65 anni, di peso corporeo non inferiore ai 50 kg. Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge: la temperatura corporea, la pressione arteriosa , la frequenza cardiaca e l’emoglobina.

Dove si può donare?
Presso il centro di raccolta fisso dell’Ospedale Civile di Saluzzo*.
Presso il centro Trasfusionale dell’ospedale di Savigliano**.
Presso i centri mobili della Banca del Sangue e del Plasma della città di Torino.

*con decorrenza dal mese di gennaio i prelievi festivi saranno effettuati nella seconda domenica nei mesi dispari dalle ore 8.00 alle ore 10.00. Durante la settimana il LUNEDI’ – MERCOLEDI’ – VENERDI’ dalle ore 8.00 alle ore 10.00.
**prelievi domenicali effettuati nella seconda domenica sia dei mesi dispari che nei mesi pari dalle ore 8.00 alle ore 10.00. Durante la settimana TUTTI I GIORNI dalle ore 8.00 alle ore 10.00.

 
Il Sangue: com’è fatto e a che serve
Il sangue è un liquido che rappresenta il 7% del nostro corpo. E’ responsabile delle più importanti funzioni vitali. Si compone di una parte liquida, il plasma, e di minuscoli corpi invisibili ad occhio nudo,ma numerosissimi e attivissimi ed instancabili nel purificare e difendere il corpo umano: si tratta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine.Il sangue in base a particolari sostanze presenti nei globuli rossi si differenzia in quattro tipi fondamentali: gruppo A gruppo B ,gruppo AB e gruppo O . Conoscere il proprio gruppo sanguigno è molto importante.
Riassumendo: i globuli rossi ossigenano l’organismo, i bianchi ci difendono dalle infezioni e le piastrine sono essenziali per la coagulazione.Insomma il sangue testimonia lo stato di salute del nostro corpo e ci è indispensabile per vivere.

Per informazioni
rivolgersi a SILVESTRO Mirko Tel. n. 0175/797062 n.3478276568 silmirk@libero.it

 
Di Dulce (del 05/02/2010 @ 10:41:46 in NO alla centrale, linkato 3203 volte)

Ricevo e pubblico dal Comitato di Poirino questa inchiesta che è stata pubblicata sul quotidiano La Stampa ringraziandoli per l'informazione davvero illuminante.  In questo momento la corsa alle biomasse come fonte di energia o calore sembra essere la soluzione ottimale e tutti i giornali e i media si adoperano per la pubblicità e diffusione in tal senso.

Sarà davvero tutto oro verde?

Roberto Travan propone una verifica di quello che è successo in provincia di Torino.

 

In provincia maxirisorse
per impianti mai decollati

roberto travan

torino

Doveva essere la rivoluzione verde della provincia di Torino: sei centrali termiche a biomassa (il combustibile ricavato dal legno) per riscaldare scuole, palestre, edifici pubblici, abitazioni private, abbattendo inquinamento e costi di gestione.
E con un obiettivo ambizioso: tentare il rilancio dell’economia rurale con la «filiera del legno», cioè il taglio programmato dei boschi, la trasformazione del legname in combustibile (di cui almeno il 35% da destinarsi alle centrali) e la piantumazione di nuovi alberi.
Ma qualcosa è andato storto perché gli impianti costruiti nel 2007 ad Almese, Chianocco, Cuorgnè, Mattie, Rubiana e San Giorio hanno fino ad ora funzionato poco o male, e in alcuni casi non sono mai stati accesi.
Ma non è finita lì: hanno consumato pochissimo cippato (il combustibile ecologico ricavato dalla frantumazione del legno) ma in compenso, si fa per dire, hanno bruciato una gran quantità di denaro pubblico: oltre due milioni di euro. E le spese non sono finite. Il motivo? Errori di progettazione, di installazione e anche, sembra, qualche distrazione politica e amministrativa.
Insomma, più che una rivoluzione un flop. Che al verde sembra aver lasciato soprattutto i conti pubblici.

Valsusa maglia nera
Dei dodici interventi finanziati nel 2006 dalla Regione, cinque se li è aggiudicati la provincia di Torino.
Alla Comunità montana bassa Val di Susa è stato dato un contributo di 500 mila euro per costruire le centrali termiche di Almese, Chianocco, Mattie, Rubiana e San Giorio.

Almese, impianto ko
A Milanere, piccola frazione di Almese, è stata costruita la caldaia per la scuola elementare, il refettorio e il centro sociale: 196 mila euro in tutto, spartiti fra Regione, Comunità montana e Comune. «L'impianto è stato consegnato nel 2007: ha funzionato un mese o poco più, poi si è bloccato», dice il sindaco di Almese Bruno Gonella.
Nel 2008 la centrale non viene nemmeno accesa: «L’impianto ha evidenziato subito alcune grosse lacune tanto che ad oggi non è ancora in grado di riscaldare il refettorio», dice il primo cittadino. Ma almeno il combustibile lo producete voi? «No, perché l’attrezzatura che abbiamo acquistato non ci consente di produrre cippato della giusta dimensione. Lo compriamo al 70% nel Cuneese e solo il restante 30% viene prodotto qui in valle, ma non da noi». Insomma, non è esattamente la filiera Km-zero che qualcuno aveva immaginato, anzi. Il Comune spera di poter risolvere al più presto i problemi dell’impianto. «Confidiamo nel nuovo gestore, l’Acsel», dice Gonella.
Ma per farlo ci vorranno altri soldi. «Ovviamente. Li recupereremo risparmiando sui costi di gestione, praticamente dimezzati rispetto a prima», conclude il sindaco. Un affare, insomma, peccato averci pensato solo ora.

Chianocco, meglio l’Enel
La centrale avrebbe dovuto scaldare la scuola elementare e qualche abitazione privata di Chianocco.
L'impianto è costato oltre 90 mila euro, ma sono riusciti ad accenderlo solo qualche mese fa. «Purtroppo il cippato utilizzato - spiega il vicesindaco Fabrizio Ivol - è difficile da reperire e lo si può ottenere solo dalla lavorazione dei tronchi e non dalla trasformazione degli sfalci e dei rami, come ci era stato raccontato».
Un’incomprensione che non è di poco conto. Ma è soprattutto il grande consumo di energia elettrica necessario a far funzionare la centrale ad aver sorpreso l'amministrazione comunale.
«Basterebbe a scaldare la scuola con le stufette elettriche - conclude - e la bolletta, probabilmente, sarebbe la stessa». Sconcertante.

Mattie: «Chi paga?»
L’impianto per riscaldare il municipio, la scuola elementare, l'asilo, l'ufficio postale, il centro polivalente e la biblioteca di Mattie, è costato oltre 275 mila euro. «In realtà - dice Paolo Catalano, sindaco dallo scorso giugno - la centrale è stata avviata solo due mesi fa e funziona in modo continuativo da non più di 20 giorni» .
I problemi? «Senza dubbio di realizzazione: ora è però necessario individuare velocemente i difetti e soprattutto capire chi deve pagare».

Rubiana: flop annunciato
Il cerino acceso della centrale non funzionante di Rubiana alla fine è rimasto nelle mani di Gianluca Blandino, eletto primo cittadino lo scorso anno.
Dice: «Il problema era noto e lo avevo già denunciato quando sedevo tra le file della minoranza in Comune e in Comunità montana».
L'impianto nato per riscaldare la palestra, l'asilo, la scuola elementare e il municipio, è costato oltre 260 mila euro ma fino ad ora ha scaldato a malapena solo le prime due strutture. E solo da quest'anno, tra l'altro. «Carenze di progetto - afferma -, ma anche di esecuzione e soprattutto di controllo da parte della Comunità montana che non ha vigilato come avrebbe dovuto: peggio di così non poteva andare».
Insomma, un cerino che il sindaco restituisce volentieri a chi lo ha preceduto, buono per accenderci, più che la caldaia, una polemica politica
mai sopita.

San Giorio
, zero assistenza
Sono stati spesi 200 mila euro per l'impianto di riscaldamento dell'asilo, la scuola elementare e il municipio di San Giorio. È fermo dal 2007. «Purtroppo sono stati fatti molti errori, a partire dal tipo di cippato scelto per alimentare la caldaia», dice il sindaco Danilo Bar. «Anche l'assistenza prestata il primo anno dalla ditta costruttrice ( la Scotta Impianti , ndr) è stata fallimentare: figurarsi che tutte le volte che l’impianto andava in blocco il loro addetto era costretto a partire da Cavallermaggiore in provincia di Cuneo: oltre 140 chilometri di strada tra andata e ritorno, una follia».
«Alla fine - conclude - abbiamo preferito lasciar perdere: con la centrale sempre ferma, si inquinava di più a farlo correre fin qui tutti i giorni». Almeno dal punto di visto ecologico l’affermazione non fa una grinza.

Garanzie scadute
Nel frattempo, fra indecisioni, incomprensioni e false partenze, gli impianti non sono più in garanzia.
«Lo scorso settembre - racconta Mauro Parisio, responsabile dell’Area tecnica della Comunità montana, l’ente che ha coordinato tutti gli interventi realizzati in bassa Val Susa - le fidejussioni depositate a garanzia degli impianti sono state restituite». Peccato che le centrali non siano mai entrate in funzione.

Cuorgnè, impianti fermi
Simile anche il caso di Cuorgnè che ha speso oltre un milione e 200 mila euro per la centrale a biomassa e la rete per teleriscaldare una decina di edifici pubblici. «Tutto a posto, i lavori sono terminati tre anni fa», dice la responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, Teresa Noto. Peccato che la centrale non sia mai entrata in funzione.
«È vero - dice - sfortunatamente l’Asa, la società pubblica che ha affiancato il Comune nella costruzione dell’impianto (aggiungendo 400 mila euro ai 720 mila stanziati dalla Regione) a causa di problemi societari non è stata in grado di mettere in esercizio l’impianto». Come mai?
«Stiamo concludendo i lavori - afferma Emilio Filipponi, direttore generale dell’Asa -, abbiamo avuto qualche piccolo intoppo ma siamo convinti di riuscire a farcela per fine mese». Forse in tempo per scaldare uno degli inverni più rigidi degli ultimi venticinque anni.

 

 

 

 

 

 
Di beppe.olivero (del 09/10/2010 @ 10:30:26 in Ambiente, linkato 2238 volte)
In occasione della 22^ sagra d'Autunno il Vas ed il Comitato Valle Sostenibile di Piasco continuano ad informare e sensibilizzare la popolazione in merito alla Centrale a biomasse di Molino Varaita. Il fatto che, la Centrale in questione, abbia ottenuto regolarmente tutte le autorizzazioni necessarie, infatti, non giustifica per niente un tipo di impianto che produce grossi danni al territorio senza dare nulla in cambio. E' evidente il puro intento speculativo dei proponenti i quali, approfittando di una normativa generale che incentiva giustamente le fonti rinnovabili di energia, in assenza di disposizioni più severe, lascia spazio ai soliti furbetti. L'assenza di spazi legali per impugnare il provvedimento autorizzativo per il Vas ed per il Comitato Valle Sostenibile ( e ci auguriamo per gran parte della popolazione di Piasco) non significa rassegnarsi ad un progetto scellerato. La nostra lotta ed il nostro impegno continuano perché ci sono ancora diversi presupposti per intervenire a livello politico. Chi segue le vicende pubbliche di questi ultimi mesi sa che la crisi economica ha spinto il governo a rivedere il meccanismo degli incentivi pubblici sulle fonti rinnovabili. Eliminare i certificati verdi sugli impianti non sostenibili che avvelenano gratuitamente l'aria crediamo sia la prima cosa da fare e lo vogliamo affermare con grande forza. Sempre in questi ultimi tempi lo Stato ha delegato alle Regioni il compito di disciplinare e mettere ordine in materia di fonti rinnovabili di energia. Il Veneto del leghista Luca Zaia sembra stia varando una riforma che, se non farà abortire immediatamente centrali a biomasse come quella di Rossana, le costringerà ad una alta efficienza energetica ed all'approvvigionamento in loco delle biomasse : guarda caso proprio i due punti più critici dell'impianto di Rossana che abbiamo più volte sottolineato. Partendo dalla considerazione, ormai chiara ed inequivocabile (alla faccia della “stufetta” con cui i proponenti cercavano di minimizzare l'impatto ambientale della Centrale) che anche gli impianti a biomasse legnose inquinano parecchio e, quindi, devono nascere soltanto in sostituzione di impianti a fonti fossili e sfruttare in primo luogo tutta l'energia termica, ecco qualche buon motivo per esporre le bandiere No Centrale che troverete presso lo stand del Comitato Valle Sostenibile durante la Sagra. 1)Alla Regione Piemonte chiediamo di mettere ordine in questa materia affinché ai piemontesi sia risparmiata la beffa di “incentivare” economicamente chi gli avvelena in modo sensibile l'aria che respirano con progetti che, tra l'altro, non sono sostenibili nel tempo senza il meccanismo “drogato” degli incentivi pubblici. 2) Al Sindaco di Rossana Marco Carpani vogliamo far sentire tutta la responsabilità di una scelta politica sbagliata per indurlo a porre dei correttivi al Progetto, affinché si incrementi in modo serio il recupero energetico dell'impianto magari con interventi che favoriscano veramente l'occupazione locale. 3) Agli organi preposti al controllo dell'impatto ambientale dell'impianto chiediamo di analizzare in modo approfondito la situazione precedente alla messa in funzione della Centrale per valutare con precisione e tempestività l'aggravio delle condizioni in particolare nelle immissioni che, per legge, non vengono nemmeno prese in considerazione come nel caso della diossina prodotta dalle centrali che non funzionano a dovere. 4) A tutti gli amministratori locali sino alla giunta regionale segnaliamo in contrapposizione ad un progetto scellerato come quello di Rossana un progetto serio e sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che socio economico, come il Progetto Gestalp realizzato dalla Fondazione Universitaria Cerigefas per conto del Comune di Sampeyre.
 
Di Dulce (del 25/11/2009 @ 09:42:12 in Agricoltura, linkato 2487 volte)
Uno degli interventi che più mi ha colpito durante CUNEO 2020 è stato quello della rete TRANSITION ITALIA http://transitionitalia.wordpress.com/ che è un movimento culturale impegnato nel traghettare la nostra società industrializzata dall’attuale modello economico profondamente basato su una vasta disponibilità di petrolio a basso costo e sulla logica di consumo delle risorse a un nuovo modello sostenibile non dipendente dal petrolio e caratterizzato da un alto livello di resilienza. L’agricoltura è oggi fortemente dipendente dal petrolio ma qualcosa sta cambiando
Ecco un documentario della BBC sottotitolato in italiano che parla della possibile transizione

Vi segnalo inoltre il canale youtube http://www.youtube.com/user/transitionitalia dove da poco sono disponibili le lezioni sulla transizione sottotitolate in italiano.

 

 

 
Di beppe.olivero (del 14/05/2011 @ 09:34:04 in Urbanistica, linkato 2689 volte)
Sulla Variante Strutturale al Piano Regolatore, che la nostra amministrazione comunale sta discutendo ed approvando in queste settimane, il Gruppo Vas ha espresso (e scritto) la sua posizione “neutra” di cittadini piaschesi che si propongono di tutelare gli interessi di tutta la collettività. Lungi dall'essere una posizione definitiva e “chiusa” a nuove idee e proposte, il gruppo vuole sperimentare sul nostro blog un po' di democrazia partecipativa “dal basso” invitando tutti i piaschesi ad esprimere spontaneamente ed in forma palese (quindi non saranno presi in considerazione gli interventi anonimi) la propria opinione in proposito. Stiamo valutando anche la possibilità di effettuare un sondaggio serio online riducendo a 4-5 quesiti fondamentali la proposta della Variante che sarà discussa fra qualche settimana nella conferenza dei servizi con tutte le parti in causa. Il Vas ha chiesto di partecipare per contribuire a portare le istanze di tutta la popolazione. Pubblichiamo qui di seguito copia delle osservazioni e proposte inviate dal Vas all'amministrazione comunale e, per chi se lo fosse perso, l'articolo pubblicato sul Corriere con l'intervista al portavoce del gruppo Giampiero Mattio. Leggete, commentate e passate parola, quindi, in particolare giovani e famiglie giovani direttamente interessate dallo sviluppo futuro di Piasco.


All’attenzione del signor Sindaco del comune di Piasco Roberto Ponte a seguito del Consiglio comunale tenutosi mercoledì 30 marzo 2011 in cui è stata approvata la “Variante strutturale al piano regolatore – Documento programmatico art.31 TER L.R. 56/77 e art. 2 L.R. 1/2007 e documento tecnico di verifica V.A.S., desideriamo esprimere nuovamente il nostro punto di vista sugli interventi riguardanti: - la nuova piazza Biandrate ed il nuovo insediamento da 8000mc posto sull’attuale proprietà Isaia a pochi metri dalla proprietà della Casa di riposo; - destinazione d’uso/vendita delle attuali scuole medie e del relativo campo da calcio e la nuova area servizi da destinarsi sui terreni che fiancheggiano la strada provinciale nel tratto che va dalla rotonda per Costigliole fino al semaforo nelle vicinanze delle scuole elementari attualmente ad uso agricolo; Riflessioni: in merito alla nuova piazza Biandrate e al nuovo insediamento adiacente il VAS intende rimarcare il consenso a lavori che permettono di migliorare la vivibilità del nostro comune utilizzando spazi peraltro già urbanizzati (area Isaia), ci chiediamo se questo nuovo insediamento edilizio potrebbe essere sostituito da un’area verde adiacente alla piazza considerando che attualmente nel nostro comune sono già approvati almeno un centinaio di nuovi alloggi che non corrispondono alla crescita demografica del paese (vedi relazione arch. Rudella). In particolare per quanto concerne questo nuovo cantiere riteniamo sia opportuno pensare però all’avvenire garantendo più spazio possibile alla struttura della Casa di riposo in vista di futuri anche se attualmente impensabili nuovi ampliamenti. Area di servizi: considerato che già oggi abbiamo in centro un campetto che i nostri ragazzi possono usare liberamente e gratuitamente al pomeriggio, le chiediamo se un nuovo campo (qualora questo venisse smantellato)sarà un servizio per tutta la gioventù di Piasco o se sarà un’area riservata esclusivamente alle società calcistiche in quanto impianto sportivo da doversi mantenere in perfetta efficienza. Siamo del parere che si debba riflettere insieme se ne vale veramente la pena privare di un bene storico l’intera popolazione per favorirne una minima parte; resta certo il fatto che se il terreno dell’attuale scuola media con annesso campetto verrà venduto, si potrebbe valutare la possibilità di scambiare scuola e campo con l’ultimo lotto da costruire di via Mario del Pozzo confinante con il viale al fine di ricavarci un parco cittadino . Vantaggi che deriverebbero dall’usufruire dell’attuale area COESP: - si creerebbe un “polmone verde” in una zona fortemente urbanizzata migliorandone la qualità estetica; - facile accesso alla popolazione vista la centralità del sito (non si attraverserebbe la provinciale); - vicinanza con il polo scolastico /palestra; - si creerebbe uno spazio di cui gli alunni delle scuole (in primis le medie) potrebbero usufruire. Per quanto riguarda il nuovo campo da calcio riteniamo sensato che questo sia collocato nelle vicinanze del polo scolastico/sportivo quindi condividiamo la scelta di vincolare il terreno che fiancheggia la strada provinciale ad area servizi, siamo però convinti che vada posta sotto vincolo l’intera area di circa 40000mq (prima proposta) in quanto questo è l’unico strumento per salvarla dalla cementificazione futura che, come spiegato durante il Consiglio comunale dall’arch. Rudella proseguirà allineandosi al perimetro dell’attuale terreno vincolato. Siamo certi che quest’area dalle pregiate caratteristiche agricole vada tutelata con un vincolo che ne mantenga tale vocazione. Infine per quanto concerne la necessità di una sala festeggiamenti proponiamo di ricercare la soluzione fra i vari locali di cui il Comune dispone evitando di consumare nuovo territorio e risparmiando spese di realizzazione e gestione. In questo senso possono essere utili anche le esperienze e le scelte di buon senso adottate in Comuni vicini a noi (Busca ,Roccabruna). In conclusione , il VAS Circolo di Piasco ritiene prioritario che al più presto vengano definiti i limiti entro cui contenere il consumo di territorio fertile del nostro Comune anche per salvaguardare alle generazioni future un’area prossima al polo scolastico-sportivo da destinarsi alla creazione di un grande parco cittadino. L’idea che la crisi economica fermerà la corsa alla cementificazione, riteniamo non sia una garanzia sufficiente a tutelare il territorio di Piasco che non è illimitato, anzi, ben delimitato dalla morfologia del fondovalle. Se non modifichiamo l’attuale concezione di sviluppo, cosa lasceremo ai nostri figli e nipoti? Distinti saluti. Piasco, 7 maggio 2011 IL PRESIDENTE

http://blog.piasco.net/public/dblog/articolo%20variante0001.pdf
 
Di cagio (del 21/09/2007 @ 00:12:58 in generale, linkato 2512 volte)
Non è stato uno di quei consigli comunali entusiasmanti e coinvolgenti: pochi i punti all'ordine del giorno, pochi gli spettatori, consiglio breve. Conseguenza: poche smorfie, nessuno assonnato, pochi interventi e dei soliti 3 o 4 più avvezzi ad argomentare (Bergiotti, Battisti, Rosso, Olivero in primis)
Due i punti che mi hanno interessato:
L'ipotesi di una piazzetta tra via Umberto e Via M. Del Pozzo, circa di fronte alla piazza Poste - Farmacia (dove abita Frenkiu, per quelli della mia leva : - ) ). Si è parlato di come realizzarla, arco, non arco, buco, e se la Regione approverà mai il progetto. L'idea dell'arco proposta dalla minoranza mi piace già di più che la creazione di un “dente”, cioè di un buco tra case contigue che sconvolgerebbe un po' troppo l'aspetto del centro storico, ma io farei diversamente (prevedibile come l'equinozio, ma che Bastian Contrari sarei altrimenti?). L'iniziativa di dotare il centro di Piasco di parcheggi è lodevole, agevola il commercio (che tiene in vita il paese) e chi ha problemi di mobilità con mezzi diversi dall'auto (anche anziani, disabili, e mamme con bambini piccoli fanno la spesa, ricordiamocelo) ma pone un altro problema: il traffico in via Umberto. Visto che via M. Del Pozzo è poco trafficata e sopporta meglio il passaggio di due veicoli in contemporanea non sarebbe opportuno limitare l'accesso al parcheggio solo da questa parte del centro e rendere il passaggio per Via Umberto agibile solo a pedoni e biciclette? Questo limiterebbe il problema di dei veicoli che devono immettersi sulla via centrale (e chi pedala sa che paura fanno i musi delle macchine che sbucano) e consentirebbe di non modificare l'aspetto esteriore dell'edificio, mantenendo i volumi abitativi dove sono (questo deve essere un traguardo da perseguire onde evitare di cementificare altre aree). Boh... magari tecnicamente non sarà realizzabile o come al solito sarò arrivato in ritardo, ma una mia proposta l'ho fatta.
L'altro punto che mi ha interessato è stata la controdeduzione all'osservazione che aveva presentato Alessio Rosso sulla variante al piano regolatore. Infatti per la variante non era prevista nel centro storico l'installazione di panelli solari (termici e fotovoltaici). L'osservazione di Alessio è stata accolta quasi all'unanimità, col solo voto contrario di un consigliere* di maggioranza che si è dichiarato contrario ai pannelli. Adesso guardo se ha la parabola e se la vedo gliela smonto, io sono contrario a questi dischi bianchi che deturpano il paese : - P hi hi hi!
*non dirò mai chi è, ma ai consigli occupa un posto molto citato nella Bibbia ed il diminutivo del suo cognome ricorda una bambola bionda che di recente ha avuto problemi di tossicità ; - )
Poi si è parlato di altre modifiche (a Sant'Antonio) ma non ho capito bene riguardo a cosa e dove e tutto è filato liscio.
L'appuntamento è per il 26 settembre
 

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